Kervin Bos, team manager della squadra olandese Ten Kate Racing Yamaha in Superbike, spiega perché l’arrivo di Sandro Cortese non è stato possibile per il 2020.

Sandro Cortese Superbike
Sandro Cortese (©Getty Images)

Come abbiamo già avuto modo di raccontare, Sandro Cortese probabilmente non correrà nel campionato mondiale Superbike 2020. È tuttora senza una sistemazione e difficilmente la troverà, almeno in quella griglia.

La cosa singolare è che l’anno prossimo nel calendario WorldSBK tornerà il round in Germania, alla Motorsport Arena di Oschersleben, e c’è il rischio di non aver alcun pilota tedesco. Probabili delle wild card, ad esempio Jonas Folger che nel 2020 correrà nella IDM Superbike, ma non è la stessa cosa. Un vero peccato che il campione Moto3 2012 e Supersport 2018 sia rimasto fuori dai giochi.

Superbike, Bos spiega la vicenda Ten Kate-Cortese

Cortese sembrava destinato ad approdare nel team Ten Kate Racing, divenendo il compagno del confermatissimo Loris Baz. L’operazione era sponsorizzata da Yamaha e ci sono state intense trattative che però non hanno portato a nulla. Il motivo? I soldi, ovviamente. La squadra olandese non dispone le risorse per schierare una seconda R1.

Kervin Bos, team manager Ten Kate Racing, a Speedweek ha avuto modo di raccontare la vicenda: «Mi capita di leggere che è colpa mia e ciò mi fa arrabbiare. Per mettere insieme un progetto tutte le parti si devono avvicinare. Se Yamaha ci assicura supporto, allora deve farlo. Quindi noi contribuiamo al budget, forse anche Sandro, e poi qualcosa si muove. Ma nulla si è mosso. Noi non siamo in grado di mettere tutti i soldi necessari. Speravamo che anche il nostro nuovo sponsor volesse pagare per un secondo pilota, ma oggi non abbiamo i soldi per l’operazione».

Il manager olandese è molto chiaro nel dire che sono mancati i finanziamenti necessari per ingaggiare Cortese. Si aspettava supporto maggiore da sponsor e Yamaha, senza non poteva fare nulla: «Abbiamo chiesto qualche moto e qualche motore, nemmeno soldi. Abbiamo sentito che vogliono sostenerci, però non è stato fissato un budget. Si è parlato di supporto e non è successo niente. Non voglio parlarne tanto, perché sono arrabbiato e deluso. Ronald ten Kate ed io abbiamo lavorato giorno e notte per permettere che Sandro guidasse. Non abbiamo il 100% del budget, nessuno può dirci che non le abbiamo provate tutte».

Bos ha smentito l’esistenza di un accordo orale con il pilota, che nel 2019 ha esordito in Superbike con il team GRT Yamaha: «Non c’è stata alcuna stretta di mano, non abbiamo mai presentato a lui un contratto e neppure parlato di stipendio. L’unica cosa concordata era che se lo sponsor avesse pagato per la seconda moto, Sandro sarebbe stata la nostra scelta preferita. Ci ho messo molto cuore e anima in questo progetto. Anche se ho dato tutto, non è stato sufficiente a renderlo reale. Mi spiace per Sandro».

Sandro Cortese Superbike
Sandro Cortese in sella alla R1 del team GRT Yamaha WorldSBK (©Getty Images)