Fca e Psa firmano la fusione: nasce il terzo costruttore auto al mondo

Fca e Psa hanno raggiunto l’accordo per la fusione tra i due gruppi. Nasce il 3° costruttore automobilistico al mondo.

Fiat
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I vertici di Fca e Psa hanno trovato l’accordo per la fusione dei due gruppi. Lo conferma una nota congiunta in cui si sottolinea come “il nuovo gruppo avrà la leadership, le risorse e la dimensione per essere all’avanguardia nella nuova era della mobilità sostenibile”.

Da questa alleanza sorgerà “il 4° costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il 3° in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro” ma anche “un gruppo diversificato con margini tra i più elevati nei suoi principali mercati in Europa, Nord America e America Latina e l’opportunità di ridefinire la strategia in altre regioni”.

Il nuovo gruppo FCA-Peugeot

Il gruppo che nascerà dalla fusione annunciata oggi avrà John Elkann “alla presidenza del gruppo e Carlos Tavares in qualità di Ceo, e una maggioranza di consiglieri indipendenti”, prosegue la nota congiunta in cui si spiega che l’operazione ha un “forte supporto da parte degli azionisti di lunga data (EXOR N.V., Peugeot Family Group, Bpifrance) che avranno una rappresentanza nel Consiglio”. Avrà un consiglio di amministrazione composto da 11 membri, la maggioranza dei quali indipendenti. Cinque membri del consiglio di amministrazione saranno nominati da Fca e dal proprio azionista di riferimento (incluso John Elkann in qualità di presidente) e cinque da Groupe Psa e dai propri azionisti di riferimento (incluso il senior non-executive director e il vice presidente).

La sede sarà in Olanda e sarà quotato su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e “beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti”. L’accordo prevede una fusione paritetica (50/50) dei rispettivi business. Nella nota si evidenzia come “la solida struttura patrimoniale congiunta offre significativa flessibilità finanziaria e ampi margini sia per implementare piani strategici che per investire in nuove tecnologie, per tutto il ciclo”.

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