Già quasi due anni prima del caso di Andrea Iannone, Cal Crutchlow denunciò la presenza del doping in MotoGP e accusò i controlli antidoping

Cal Crutchlow e Andrea Iannone (Foto Manan Vatsyayana/Afp/Getty Images)
Cal Crutchlow e Andrea Iannone (Foto Manan Vatsyayana/Afp/Getty Images)

A risentirle oggi, a caldo, dopo l’esplosione del caso di presunto doping che ha coinvolto Andrea Iannone, le parole di Cal Crutchlow suonano quasi come un oscuro presagio. Riavvolgiamo il nastro al marzo dello scorso anno, al Gran Premio del Qatar che inaugurò la stagione del Motomondiale 2018, per ritrovare una dichiarazione del pilota inglese che fa molto riflettere.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

All’epoca non solo non c’era alcun caso di questo tipo nell’attualità, ma non c’era nemmeno la sensazione che potesse presentarsi: per quanto in passato qualche squalifica fosse scattata, nelle classi inferiori, in MotoGP non si era mai registrata alcuna positività. Eppure Crutchlow, con la consueta schiettezza che lo ha reso famoso, aveva già messo in guardia tutto il circus delle due ruote rispetto a questa problematica, giungendo anche al punto di accusare il sistema dei controlli che, a suo dire, sarebbe stato inefficace.

Leggi anche —> Iannone rischia grosso: cosa gli potrebbe succedere per il presunto doping

L’accusa di Crutchlow sui controlli antidoping

“Se pensate che non ci siano persone qui che cercano scorciatoie, nello sport motociclistico più importante del pianeta, siete degli stupidi”, disse il portacolori del team Honda Lcr. “Credo che i controlli siano terribili, quella parte del campionato non è gestita bene, e lo dico da quattro anni. Il sistema è una m***a. Come si fa a selezionare a caso tre piloti che finiscono in un gruppo che viene controllato più degli altri? Io sono stato in quel pool e mi hanno controllato una volta nei 365 giorni. L’anno successivo non fui selezionato, eppure mi controllarono una volta lo stesso. E negli ultimi due anni neanche una”.

Crutchlow proponeva anche delle possibili soluzioni alla Federazione motociclistica internazionale: “Credo che tutti debbano essere messi costantemente sotto controllo, collegarsi e dichiarare dove stanno, ma il problema è che siamo dei pigri bastardi e non abbiamo voglia di fare questo sforzo”, proseguiva l’inglese. “Ma non ditemi che non ci sono assistenti, team manager, medici che possono farlo… Forse non vogliono farlo, e allora come facciamo a sapere che non sono proprio loro a barare?”.

Anche i meeting svolti tra i piloti e la Federazione per rivedere il protocollo antidoping non diedero particolari frutti: “Un piccolo gruppo di piloti diceva di volere più controlli, un altro piccolo gruppo teneva la bocca chiusa, perché o non voleva controlli o voleva evitare quella fatica”, aggiungeva Cal. “Ma siamo atleti professionisti pagati decine di milioni, come si fa a non trovare un modo?”.

I casi di doping nel motociclismo

Infine, e questo è il passaggio più inquietante, Crutchlow denunciava alcuni casi di cui lui stesso era a conoscenza: “Non dico che una droga pesante qui aiuterebbe. La MotoGP non premia tanto la prestazione singola: c’è un pilota qui che esce a fumare e a bere ma riesce comunque ad essere competitivo perché è un motociclista nato. Parliamo semmai di reidratazione, di aghi: non sono consentiti, ma so per certo che qui ci sono. Parliamo di diuretici per diminuire di peso, perché sei pigro e non hai voglia di allenarti per tante ore come fanno gli altri”.

Crutchlow aveva ragione a puntare il dito contro alcuni colleghi? I numeri dicono di sì, perché nonostante i casi famosi siano pochissimi, il motociclismo è uno degli sport che ha la maggior positività all’antidoping in assoluto: il 2,6%, per quanto riguarda le gare su pista. Il ciclismo, per fare un confronto, si ferma all’1,2%. Chissà se il caso di Andrea Iannone è uno di questi, oppure se si tratta solo di un clamoroso malinteso: a rispondere a questa domanda ci penseranno le indagini.

Leggi anche —> Sospetto doping, spunta un’ipotesi alternativa che scagionerebbe Iannone

L'Aprilia di Andrea Iannone davanti alla Honda di Cal Crutchlow (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
L’Aprilia di Andrea Iannone davanti alla Honda di Cal Crutchlow (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)