Omicidio Yara Gambirasio, Massimo Bossetti: “Mi impediscono di difendermi”

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Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha scritto nei giorni scorsi una nuova lettera al direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri.

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti (foto dal web)

Massimo Bossetti, l’uomo condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio, nei giorni scorsi ha scritto ed inviato una nuova lettera al direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri ribadendo la propria innocenza. Il muratore di Mapello ha spiegato che dopo l’autorizzazione concessa dalla Corte d’Assise di Bergamo per nuovi esami sui reperti d’indagine, la Procura del capoluogo di provincia lombardo ha negato gli accertamenti alla difesa.

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Massimo Bossetti scrive a Vittorio Feltri: “Come posso difendermi nel provare la mia estraneità, se non mi permettono di difendermi a dovere

Le chiedo gentilmente di non tralasciar nulla di quanto continuo a dover subire dalla giustizia italiana“. Così si apre la nuova lettera inviata nei giorni scori da Massimo Bossetti, l’uomo condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, al direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri. “Com’è possibile – prosegue Bossetti nella missiva- che venga trasmessa alla mia difesa l’autorizzazione da parte della Corte, successiva all’istanza depositata dall’avvocato Salvagni qualche giorno fa, di poter accedere ai reperti, a indagare sui reperti di Dna ancora disponibili, e a esaminarli con i miei consulenti; conservandoli per i futuri esami. E dopo 48 ore la procura di Bergamo mi nega di fare ulteriori accertamenti e le dovute indagini sui reperti consentiti, non solo nel fare una ‘ricognizione’ senza poterci mettere mano“. Bossetti prosegue scrivendo al direttore di Libero: “Scandaloso tutto questo. Io mi chiedo, come posso difendermi nel provare la mia estraneità, se non mi permettono di difendermi a dovere indagando sui reperti nell’accertare l’assoluta granitica certezza, che quel DNA non mi appartiene. Per favore dottor Feltri, mi aiuti nel gridare facendosi sentire quanto d’inumano continuo a dover subire, e per quanto tutti noi cittadini “purtroppo” restiamo nelle loro mani. I miei figli soffrono e hanno bisogno del loro padre“. Il muratore di Mapello conclude ringraziando la giornalista Azzurra Barbuto, la quale gli ha dedicato una risposta ad una sua lettera pubblicata sul quotidiano.

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Yara Gambirasio
Yara Gambirasio (foto dal web)