La Ferrari 2020 è già in rampa di lancio: come sarà la nuova monoposto

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Sospensioni, aerodinamica e motore: questi i punti chiave del progetto della Ferrari 2020, chiamato a correggere i difetti della SF90 di quest’anno

La Ferrari di Charles Leclerc ai box (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ai box (Foto Ferrari)

La Ferrari gioca d’anticipo. La stagione 2019 si è conclusa da poche settimane, con un esito che per il Cavallino rampante non si può che definire deludente, e già gli occhi sono puntati verso il prossimo anno. Con una data precisa già fissata nel calendario: l’11 febbraio, già comunicata dalla Scuderia, prima di tutti gli avversari, per la presentazione della sua prossima monoposto.

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Il progetto della macchina, in compenso, è già in stato avanzatissimo, visto che nelle poche settimane che rimangono da oggi allo svelamento ci sarà al massimo tempo sufficiente per apportare gli ultimi tocchi. Come ad esempio la colorazione, che sarà confermata in tinta rossa opaca come accaduto in questo campionato, per riuscire a recuperare qualche etto di peso in meno.

Ma questi sono semplicemente dettagli, come è ovvio. Il lavoro più consistente sul disegno della vettura 2020 della Rossa è stato compiuto sulle prestazioni, nel tentativo di correggere i difetti congeniti che hanno condizionato i risultati della sua progenitrice, che sono stati indubbiamente inferiori alle aspettative invernali.

Sulla Ferrari 2020 cambiano le sospensioni

Il principale problema a cui gli ingegneri di Maranello sono chiamati a trovare una soluzione è la costanza del rendimento sul passo gara: se infatti in qualifica la SF90 ha ottenuto quasi lo stesso numero di pole della W10 (9 contro 10), sulla distanza il confronto è stato impietoso (15 successi a 3 per la Freccia d’argento). Il motivo è da ricercarsi in uno sfruttamento meno efficace delle gomme, dunque sotto questo fronte nel mirino sono finite dunque le sospensioni.

In particolare quella anteriore, dove l’idea è quella di sostituire il cosiddetto terzo elemento dell’ammortizzatore meccanico con uno di nuova generazione, completamente idraulico, come quello usato da Mercedes e Red Bull. La sua superiore facilità e precisione nelle regolazioni dovrebbe consentire, nelle intenzioni dei tecnici, di migliorare il comportamento della macchina con il pieno di benzina e consumare meno gli pneumatici.

Rivoluzione sull’aerodinamica

L’altro aspetto sul quale si sono concentrati gli sforzi dei progettisti è poi naturalmente quello dell’aerodinamica. La nuova Ferrari privilegerà il carico verticale, anche a costo di cedere qualcosa sul fronte della penetrazione e della resistenza all’avanzamento. In altre parole, si accetterà di andare un po’ meno forte in rettilineo in cambio di un miglior inserimento in curva, che nel 2019 è stato una delle difficoltà ricorrenti lamentate sia da Sebastian Vettel che da Charles Leclerc.

Al motore basterà applicare qualche piccolo correttivo, che si dovrebbe concentrare specialmente sulla zona delle testate per motivi di affidabilità, ma il progetto di fondo non dovrebbe essere stravolto, visto che proprio la potenza del propulsore ha rappresentato il principale punto di forza della macchina di quest’anno. Nel reparto tecnico ferrarista, insomma, le direzioni di intervento sembrano essere chiare e definite. Per sapere se daranno i loro frutti in pista, dovremo attendere ancora qualche mese.

Fabrizio Corgnati

La Ferrari di Charles Leclerc ai box (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ai box (Foto Ferrari)