Da Hamilton a Vettel, da Leclerc a Verstappen: TuttoMotoriWeb.com dà i voti ai big nelle pagelle della stagione 2019 di Formula 1, tra promossi e bocciati

Lewis Hamilton, Charles Leclerc e Sebastian Vettel (Foto Lat Images/Mercedes)
Lewis Hamilton, Charles Leclerc e Sebastian Vettel (Foto Lat Images/Mercedes)

Un altro campionato del mondo di Formula 1 si è appena concluso, vinto come al solito da Lewis Hamilton e dalla Mercedes, ed è giunto il tempo di tracciare i bilanci di fine stagione. TuttoMotoriWeb.com ha deciso di riassumerli con un ultimo pagellone che dà i voti alle prestazioni messe in mostra nell’arco dell’intero calendario dai piloti big, ovvero quelli dei tre top team. Chi ne uscirà promosso e chi bocciato?

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Lewis Hamilton: voto 10 e lode. Semplicemente perfetto. Anzi no, un errore in effetti quest’anno lo ha commesso, quando ha mandato in testacoda Alex Albon in Brasile. Per il debuttante thailandese quello è stato un brutto colpo, che lo ha privato di un possibile podio; per il campione del mondo solo una benvenuta testimonianza di umanità, che peraltro si ha fatto perdonare con le scuse pubbliche e private. Per il resto, l’anglo-caraibico ha mandato in archivio l’ennesima stagione impeccabile e cristallina, mettendosi in scia del gigantesco Michael Schumacher per diventare il più vincente di tutti i tempi. La fame, insaziabile, inesauribile, non gli manca: lo ha dimostrato al Gran Premio di Abu Dhabi, a giochi ormai fatti, prendendosi vittoria, pole position e perfino il giro più veloce. Serve altro?

Charles Leclerc: voto 9. Se c’erano dubbi sul fatto che un ragazzino al secondo anno in Formula 1 fosse maturo per guidare la Ferrari, li ha sciolti rapidamente. Lo converma il suo bilancio di fine stagione: sette pole position (più di ogni altro) e due vittorie (a cui si aggiungono altre solo sfiorate), ma soprattutto i galloni di prima guida a Maranello conquistati sul campo. Non solo ha retto perfettamente alla sfida più difficile, quella di sopportare la pressione di un team dove si è condannati a vincere, ma ha addirittura rilanciato, non accontentandosi del ruolo di nuovo arrivato. Talvolta persino troppo, peccando di eccesso di foga e riservando qualche inutile sgarbo al suo compagno di squadra, che ha compromesso la serenità interna. Ma si tratta di comprensibili errori di gioventù: questa sua voglia furiosa di diventare il migliore, per la Rossa, può essere solo una risorsa.

Max Verstappen: voto 8. Il suo nuovo motore Honda, seppur mostrando qualche limite di affidabilità (ne ha dovuti usare cinque nel corso dell’anno, contro i tre concessi da regolamento), ha superato l’esame della competitività a pieni voti. Ma la vera arma in più della Red Bull quest’anno è stato il pilotino olandese. Che è ancora giovanissimo, tanto da essere in lizza per strappare a Vettel il record di campione del mondo più precoce di sempre, ma corre in Formula 1 già da così tanti anni da aver avuto tutto il tempo di maturare. Un tempo era arrembante e garibaldino oltre ogni limite, tanto da innescare incidenti a ripetizione, a danno suo e degli avversari. Oggi è diventato un leader vero, si è preso sulle spalle le sorti dei Bibitari e ha lanciato addirittura la sfida al grande Lewis Hamilton. Magari per sfilargli il sedile della Mercedes da sotto al sedere nel 2021: una macchina da titolo iridato, ormai, Max se la merita.

Alexander Albon: voto 8. In una stagione che ha riservato un’infornata di debuttanti davvero di altissimo livello (menzioni speciali se le meritano pure Lando Norris e George Russell), il baby thailandese ha compiuto un’impresa praticamente impossibile. In manco mezza stagione si è trasformato da oscuro e misconosciuto prodotto del vivaio delle Lattine in presenza convincente sulla griglia di partenza della Formula 1. Tanto che la Casa madre gli ha offerto la promozione dalla Toro Rosso alla Red Bull e lui non se l’è lasciato ripetere due volte: a fianco dell’ingombrante Verstappen, non ha patito i timori reverenziali del confronto, anzi è migliorato ancora, ha portato a casa punti su punti ed è arrivato vicino al podio. Segnatevi questo nome e non perdetelo d’occhio.

Valtteri Bottas: voto 6,5. È una seconda guida che non si rassegna al ruolo di gregario, ma molto spesso ci si condanna da solo, con le proprie mani. Perfetto per una Mercedes completamente Hamilton-dipendente, visto che la sua attitudine evita scontri interni in stile Vettel-Leclerc. Lui però, anche considerando la macchina che si ritrova per le mani, il sogno del titolo iridato alla Rosberg non se lo toglie dalla testa: e in certe gare sfodera anche dei numeri che sembrerebbero all’altezza di questa aspettativa. Il suo problema principale, però, resta l’incostanza di rendimento: in molti altri weekend viene risucchiato dal gruppo e scompare da qualunque radar. Può fare di più, ma dipende solamente da lui.

Sebastian Vettel: voto 5. Chiariamo: quello della macchina non è un alibi, ma una realtà. La Ferrari del 2019 è stata sicuramente migliore di quella dell’anno precedente, soprattutto sul fronte motoristico, ma ancora troppo imperfetta aerodinamicamente e altalenante nei risultati. Eppure questo non basta a giustificare il rendimento del tedesco, che si può definire soltanto con l’aggettivo “deludente”. Caposquadra designato, si è ritrovato a contendersi la leadership interna con un ragazzino, e non solo per le indubbie doti di quest’ultimo, ma soprattutto per i suoi limiti. Troppo nervoso sotto pressione, falloso nei duelli corpo a corpo, incline a tanti pasticci, troppi e decisivi. Se lui doveva essere il nuovo Michael Schumacher che avrebbe riportato il Mondiale a Maranello, ha fallito in pieno la sua scommessa.

Fabrizio Corgnati

Lewis Hamilton, Sebastian Vettel, Valtteri Bottas e Max Verstappen in pista (Foto Lat Images/Mercedes)
Lewis Hamilton, Sebastian Vettel, Valtteri Bottas e Max Verstappen in pista (Foto Lat Images/Mercedes)