Il bilancio del 2019 di Andrea Dovizioso: “È stata una stagione strana”

Nonostante il suo record personale di punti, Andrea Dovizioso non è mai stato in lotta per il Mondiale MotoGP con Marc Marquez nel 2019

Andrea Dovizioso e Marc Marquez (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Andrea Dovizioso e Marc Marquez (Foto Gold & Goose/Red Bull)

Per Andrea Dovizioso, tracciare un bilancio della stagione 2019 significa decidere di vedere il proverbiale bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Un’annata agrodolce, la sua: da un lato ha ottenuto il suo record personale di punti (269), dall’altro ha raccolto solo due vittorie (il minor numero dal 2016) ed è stato costretto ad accontentarsi per la terza stagione consecutiva del titolo di vicecampione del mondo, staccato di ben 151 lunghezze dal dominatore Marc Marquez.

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Questa doppia faccia si riflette anche nelle sue valutazioni di fine anno: “L’obiettivo era lottare per vincere il campionato, ma non ci siamo riusciti. Di questo non possiamo essere soddisfatti”, ammette Desmodovi. “E non possiamo essere troppo contenti del fatto che ci siano ancora molti punti su cui dobbiamo migliorare più di quanto abbiamo fatto finora”.

Marquez resta nel mirino di Dovizioso

Ma il risultato finale deludente del pilota di Forlì e della sua Ducati (a cui è sfuggito anche il titolo a squadre) è frutto anche della prestazione maiuscola del rivale Marquez: “Dobbiamo essere realistici, perché Marc con la Honda ha fatto qualcosa di pazzesco”, si toglie il cappello Dovizioso. “Hanno ottenuto il record di punti e vinto tutti i titoli. Mi dispiace aver perso anche quello per il team, perché ad inizio stagione in un’intervista avevo sostenuto che Danilo e io saremo stati la coppia più forte. Purtroppo, Marc ha fatto tutto da solo, è stato troppo forte per tutti. Nei giorni peggiori arrivava secondo, staccato di pochi decimi. Ma se guardate il campionato, è stato strano: Marc ha fatto il record di punti, io il mio record personale, e il terzo è arrivato staccato di quasi 60 punti da me. Questo significa che abbiamo lavorato piuttosto bene”.

Uno degli aspetti più positivi della stagione di Andrea è stato senza dubbio il minor numero di cadute in assoluto: appena quattro, di cui due in gara provocate da altri piloti (Jorge Lorenzo a Barcellona e Fabio Quartararo a Silverstone). “Ho raccolto due zeri e senza colpe, questo è un aspetto importante”, ha spiegato. “Credo che possiamo essere contenti di quello che abbiamo fatto, perché il livello dei miei inseguitori era altissimo. Sono un po’ sorpreso di essermi messo alle spalle molti campioni con moto veloci. Abbiamo gestito bene la stagione, poi dipende dal punto di vista. Di sicuro non ci basta, perché vogliamo lottare per il campionato e, in questo momento, dobbiamo capire cosa fare per battere Marc”.

Anche se questo Marquez sembra imbattibile: “È molto difficile, ma non impossibile”, conclude Dovizioso. “Quest’anno ha fatto qualcosa di pazzesco, di inaspettato, ma l’anno prossimo può andare in modo diverso. Ogni campionato è una storia a sé. Bisogna adottare questa mentalità ottimista, continuare a lavorare sodo e spingere al massimo, come sto facendo io, i miei uomini, gli ingegneri e tutta la Ducati”. E dal 2020 si riparte tutti da zero.

La Honda di Marc Marquez davanti alla Ducati di Andrea Dovizioso (Foto Gold & Goose/Red Bull)
La Honda di Marc Marquez davanti alla Ducati di Andrea Dovizioso (Foto Gold & Goose/Red Bull)