Il sito Dottore, ma è vero che? della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ha fatto chiarezza in merito ad un articolo del New York Times riguardante la correlazione tra il consumo salmone affumicato e l’aumento del rischio di insorgenze del cancro del colon-retto.

Salmone affumicato
Salmone affumicato (Getty Images)

Stando a quanto riportato dal sito Dottore, ma è vero che? della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, un articolo apparso sul New York Times avrebbe generato numerosi timori circa il collegamento fra il consumo di salmone affumicato e l’insorgenza del cancro. Il sito antibufale ha spiegato che purtroppo l’articolo del giornale a stelle e strisce conteneva nel titolo un errore macroscopico che lo ha reso fuorviante: il lox non è il salmone affumicato, bensì un salmone conservato grazie a una marinatura a base di sale, aneto e zucchero tipico della cucina ebraica ashkenazita.

Il sito Dottore, ma è vero che?, a prescindere dall’articolo del New York Times che faceva evidente riferimento ad altra tipologia di salmone, ha analizzato la questione ed ha provato a dare riscontro all’annoso quesito: il consumo di salmone affumicato provoca il cancro?

Salmone affumicato e cancro del colon-retto: la risposta all’annoso quesito sulla loro correlazione

Nell’articolo del New York Times si afferma che l’American Institute for Cancer Research (AICR) considera i pesci sottoposti a processi di affumicatura nonché quelli stagionati alla stregua delle carni trasformate, in ordine al rischio dell’insorgenza di tumori collegato al loro consumo. Il sito Dottore, ma è vero che?, precisa però che nell’articolo del New York Times viene esplicitamente ammesso che tale conclusione non è univoca, considerate le numerose perplessità di alcuni esperti. Per quanto riguarda l’inclusione delle carni trasformate nelle categorie di rischio “Gruppo 1”, a provvedervi era stata, nel 2015, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma cosa indicano queste categorie? Il sito Dottore, ma è vero che? ha spiegato che queste ultime non individuano la pericolosità di un alimento, bensì la solidità delle prove che dimostrano che una sostanza può provocare il cancro. Inoltre l’AICR, con l’inserimento di un determinato alimento all’interno di una categoria non riferisce su una oggettiva interdipendenza tra quest’ultimo ed il cancro, ma afferma che dipende sia dalle quantità consumate sia dall’intrinseco potere cancerogeno di tali sostanze.

Considerato ciò, il sito Dottore, ma è vero che? ha ribadito che ci sono prove in grado di attestare che alcune sostanze presenti nel pesce affumicato provochino il cancro del colon-retto, ma le ricerche hanno parlato più di un’associazione e non di un diretto rapporto causa-effetto. Tant’è vero ciò che l’articolo del New York Times dopo aver rivolto all’IARC la domanda se il consumo di pesce affumicato aumenti il rischio di insorgenza del cancro, questo tramite un portavoce avrebbe risposto: “Non lo sappiamo”.

Alice Bender, direttore dei programmi di ricerca sulla nutrizione presso l’AICR, avrebbe chiarito che al momento non è possibile stabilire se il pesce affumicato sia paragonabile alle carni lavorate come hot dog, pancetta e tanti altri, in ordine all’aumento del rischio di insorgenza del cancro. L’esperta, riporta il sito Dottore, ma è vero che?, avrebbe inoltre aggiunto che il problema sarebbe risolvibile non consumandone ingenti quantità. Il motivo per il quale il pesce affumicato potrebbe causare il cancro non sarebbe chiaro: la fase di salatura potrebbe avere una rilevanza, come anche le alte temperature per l’affumicatura e l’utilizzo di nitriti per la conservazione. A rendere ancora più difficile la dimostrazione di una pericolosità del pesce affumicato è il fatto che come alimento, soprattutto in Italia ed in America, non è molto diffuso.

Ma il salmone, in generale fa bene o male? Stando a quanto riportato dal sito Dottore, ma è vero che? il consumo di pesce, in generale è stato sempre sponsorizzato in quanto in grado di ridurre i rischi di malattie cardiache. Uno studio autorevole avrebbe dimostrato che mangiare pesce tre volte a settimana riduceva addirittura del 12% la possibilità del verificarsi di un tumore all’intestino. Nel caso del salmone, però, c’è qualcosa di diverso; esso non gode di un’ottima reputazione a causa soprattutto di alcuni recenti studi che ne hanno messo in luce più le negatività che i benefici. Una considerazione che inevitabilmente condotto i più ad allontanarsi dalla carne di questo pesce.

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