Charles Leclerc nell'abitacolo della sua Ferrari (Foto Ferrari)
Charles Leclerc nell’abitacolo della sua Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | Il retroscena: così la Ferrari ha evitato la squalifica di Charles Leclerc

Non si può certo dire che nella stagione 2019 di Formula 1 siano mancate le controversie per la Ferrari. Dalle guerre interne tra i due piloti Sebastian Vettel e Charles Leclerc ai sospetti sulla presunta irregolarità dei suoi motori, la Rossa è finita più volte nel mirino delle accuse.

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Fino all’ultimo Gran Premio stagionale, quello di Abu Dhabi, dove la Scuderia si è ritrovata improvvisamente sul banco degli imputati per un motivo completamente nuovo: la comunicazione del carico di benzina imbarcato sulla vettura di Leclerc. Nei suoi controlli di routine pre-gara, la Federazione internazionale dell’automobile ha riscontrato una discrepanza di 4,88 chilogrammi (pari a 6,6 litri) tra il quantitativo dichiarato dalla Ferrari e quello effettivamente caricato.

La Ferrari se l’è cavata

Per qualche ora si è temuta addirittura la possibile squalifica per la monoposto del monegasco, poi il Cavallino rampante se l’è cavata soltanto (si fa per dire) con una multa di 50 mila euro. Perché i commissari sul circuito di Yas Marina hanno optato per la linea morbida e per graziare il team italiano? A spiegarlo è un retroscena pubblicato dalla rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport, a firma del ben informato ed esperto giornalista Michael Schmidt.

“La Ferrari ha insistito di aver fatto tutto nel modo giusto”, racconta il cronista teutonico. “Secondo i loro calcoli, la quantità di benzina a bordo era esattamente quella dichiarata: infatti hanno affermato di essere stati controllati altre dieci volte e che tutto era sempre andato bene. Questa dichiarazione sottintendeva che era illogico pensare di giocare sporco improvvisamente l’undicesima volta”.

Consumo nella norma

Se dunque la squadra modenese ha fatto tutto bene, è stata forse la Fia a sbagliare le sue misure? “Non c’è motivo di dubitare delle misurazioni”, prosegue Schmidt. “La pesatura delle auto è un processo di routine ed è molto improbabile che qualcosa sia andato storto. Non con una differenza così grande come 4,88 chilogrammi. Se ci fosse stato un errore di misurazione prima della gara, lo avrebbero dovuto scoprire dopo. È più che improbabile che la benzina sia rimasta nell’auto quando il serbatoio è stato svuotato. Questo suffraga l’affermazione della Fia”.

A quel punto, dunque, i commissari si sarebbero concentrati sul calcolo del carburante effettivamente consumato da Leclerc durante la gara: “Si potrebbe sostenere che, in teoria, questi 4,88 kg extra fossero nel serbatoio”, conclude l’articolo. “Questo fatto, effettivamente, non è così semplice da determinare, perché da un lato la macchina aumenta il suo peso raccogliendo detriti di gomma, dall’altro si alleggerisce perdendo liquidi o pezzi durante la gara. Fondamentalmente, però, nel caso di Leclerc il consumo di carburante verificato è stato ritenuto soddisfacente sulla base del peso calcolato dopo la gara. Per questo motivo alla Ferrari è stata risparmiata la squalifica”.

La Ferrari di Charles Leclerc ai box del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 a Yas Marina (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ai box del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 a Yas Marina (Foto Ferrari)