Caso Vannini, le intercettazioni non entrate nel processo che sollevano numerosi dubbi

0
249
Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

Le Iene, in un servizio di Giulio Golia, hanno mandato in onda nuove intercettazioni in merito al caso Marco Vannini non entrate nel processo perché ritenute non rilevanti.

La trasmissione Mediaset Le Iene è tornata sul caso Marco Vannini, il ragazzo 20enne morto dopo essere stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava in casa della fidanzata, Martina Ciontoli. L’inviato del programma Giulio Golia ha documentato alcune intercettazioni telefoniche della famiglia Ciontoli che non sarebbero entrate a far parte del processo e che alimentano i dubbi su quanto accaduto quella maledetta sera tra il 17 ed il 18 maggio del 2015.

Leggi anche —> Marco Vannini, la registrazione in caserma: “Speriamo che muoia la figlia”

Caso Marco Vannini: le intercettazioni mandate in onda da Le Iene e non entrate a far parte del processo

L’inviato della trasmissione Le Iene, Giulio Golia, è tornato a parlare del caso legato alla morte di Marco Vannini in un nuovo servizio andato in onda ieri sera, martedì 10 dicembre. Nel servizio vengono mostrate delle intercettazioni della famiglia Ciontoli, risalenti ad alcuni giorni dopo la tragedia, che non sarebbero entrate a far parte del processo perché ritenute non rilevanti. Una di queste riguarda una conversazione, avvenuta il 19 maggio 2015, a due giorni dalla tragedia, tra Martina Ciontoli ed il cugino di Marco, Alessandro che parlano della dinamica dell’incidente: “È stato un incidente Alessandro ma ti pare che mio padre farebbe una cosa del genere?” a questo punto il cugino di Marco prende la parola: “Il fatto che sia stato un incidente lo pensiamo tutti Però è tutto il dopo… Cioè il dopo ca***. È stato lasciato più di un’ora lì. Che ca***, Martì…“. “Noi, te lo giuro, -spiega Martina- inizialmente pensavamo fosse un attacco di panico” a questa affermazione Alessandro risponde: “La prima cosa che ha detto tuo fratello appena arrivato al pronto soccorso è stato: ’Papà perde il posto di lavoro cerchiamo di non far sapere niente’. Cioè… Martì, non puoi dire una cosa del genere. Però ca*** Martì, cioè te ci stavi te lì. Perché si è aspettato così tanto invece di intervenire subito? Perché avete detto che si era fatto male con un pettine appuntito?“. La fidanzata di Marco si difende: “Non si è pensato solo a quello, Alessà… Non ci abbiamo capito niente in quella situazione. Alessà, ma che vuoi che ti dica io? E quella la cosa… io….“. A quel punto il cugino di Marco Vannini rincara la dose affermando: “No, no Martì… Tuo padre è sempre tuo padre. Però Marti se tu sei innamorata di Marco, due calci in cu**, Martì, glieli davo, ti dico proprio la verità perché senti così non si fa. Anche tu potevi dire a tutti: ma che ca*** state facendo? Martì è il dopo che è una cosa devastante, capito?“. Il giorno dopo, il 20 maggio, Alessandro richiama Martina: “Tu stavi lì, c’eri. Non sei stata te, però lì c’eri quand’è successa sta cosa. Perché non hai chiamato d’iniziativa tua, una cazzo di ambulanza? Tu, tuo fratello, la ragazza di tuo fratello, tua madre. In cinque eravate, Martì, vi si è spenta la testa a tutti e cinque? Ieri mi hai detto di aver capito che il proiettile era partito solo dopo che Marco si è sentito male. Ma cazzo il botto non lo avete sentito? Bella mia tu le cose le sai tutte quante bene e stai cercando di non dire niente“. Le uniche cose che riesce a dire Martina sono: “Non ce la faccio Alessà…

Altra intercettazione mandata in onda da Le Iene è quella tra Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, ed un’amica del 22 maggio 2015. Durante la conversazione Viola ricostruisce quei drammatici momenti: “Marco si stava facendo la doccia. Tonino è entrato in bagno prima di andare a letto e come ogni sera si prepara i vestiti e se li attacca dietro alla porta del bagno. Così si lava e si veste in bagno per non svegliare la moglie. Mentre attaccava i vestiti ha fatto altrettanto con il marsupio dove c’erano queste pistole perché sarebbe dovuto andare a sparare al poligono il giorno dopo. Marco le ha viste…“. Viola a questo punto aggiunge un altro particolare sulle pistole: “Le pistole erano scariche, lui ha detto che le aveva lasciate tutto il giorno sul divano. Ti rendi conto? Per lasciarle tutto il giorno sul divano, il padre era straconvinto che non ci fosse niente“. Viola aggiunge un ulteriore dettaglio durante la chiamata che potrebbe alimentare i dubbi suq quanto successo quella notte: “Il colpo gli è entrato nel braccio destro fino all’anca sinistra. Noi abbiamo controllato se c’era un buco, perché se alzi il braccio ci doveva essere il buco nel torace, no? Non c’era“. Versione che, come spiega l’inviato Giulio Golia, non combacia con quella dei Ciontoli che hanno sempre parlato di un colpo d’aria sostenendo di non essersi accorti del buco provocato dal proiettile. Infine Le Iene mandano in onda un’ultima intercettazione tra lo zio Peppe, zio acquisito di Martina e Federico, ad un amico al quale dice: “Ho avuto conferma che comunque il reparto suo, i suoi dirigenti si sono messi a disposizione… Io non so se tu pure hai avuto riscontri, insomma… che la persona si è mossa in primis“. Giulio Golia in merito a quest’ultimo audio pone delle domande chiedendosi quale reparto si è attivato? E chi si è mosso per primo? Ma soprattutto quello che si chiedono in molti è cosa sia successo quella sera in casa Ciontoli. Il prossimo 7 febbraio sul caso si esprimerà la Corte di Cassazione dopo la sentenza d’appello che ha condannato Antonio Ciontoli a 5 anni di carcere per omicidio colposo, mentre la moglie e i figli Federico e Martina a 3 anni.

Marco Vannini e Antonio Ciontoli (foto dal web)

Leggi anche —> Marco Vannini, la testimonianza: “Ho ricevuto un messaggio da Mary Ciontoli”