Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 in pista (Foto Yamaha)
Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 in pista (Foto Yamaha)

MotoGP | Yamaha ha capito: “Da cosa dipendono i problemi di Valentino Rossi”

Per Takahiro Sumi, che nel gennaio scorso ha sostituito Kouchi Tsuji nel ruolo di responsabile del progetto Yamaha in MotoGP, il bilancio della prima stagione al comando non può che essere positivo. Due vittorie grazie a Maverick Vinales, un debutto sorprendente di Fabio Quartararo, ma soprattutto l’inversione di tendenza che ha portato la Casa dei Diapason a riavvicinarsi alle due dirette rivali Honda e Ducati.

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A questa lista di soddisfazioni manca però Valentino Rossi, che ha vissuto la sua annata peggiore da quella di esordio assoluto nel Motomondiale: settimo in classifica generale con soli due podi al suo attivo, entrambi a inizio stagione. Mentre cioè la sua M1 ricuciva il distacco dal vertice, il Dottore sembrava allontanarsi. Un bel mistero, sul quale gli ingegneri di Iwata si sono sbattuti la testa per buona parte dell’anno.

Valentino Rossi frenato dallo stile di guida

Al termine del campionato 2019, è lo stesso Sumi ad offrire una probabile interpretazione per le difficoltà vissute dal fenomeno di Tavullia, incentrate soprattutto sull’eccessiva usura della gomma posteriore, un guaio che lo ha tormentato praticamente in tutti i Gran Premi disputati. “Per quanto riguarda la durata degli pneumatici di Valentino dobbiamo capire meglio”, ha spiegato il tecnico giapponese ai microfoni della testata specializzata Motorsport Magazine. “Certamente la sua stazza fisica può fare la differenza, ma non ne siamo sicuri. Inoltre stiamo pensando al suo stile di guida: è più stabile in curva, mentre i piloti più giovani non sono altrettanto fluidi”.

Insomma, l’altezza e il peso, ma anche il modo di guidare vecchia scuola di Valentino Rossi potrebbero essere davvero all’origine del suo ritardo: “Io non parlerei di ‘vecchia scuola’”, corregge Sumi. “Ma forse il fatto che usi di più la parte laterale della gomma causa un maggior degrado”. Vedremo se le correzioni apportate al progetto del prossimo anno, ma anche l’arrivo nel box del nuovo capotecnico David Munoz, serviranno a risolvere la situazione.

Bagaglio di esperienza impagabile

Un obiettivo sul quale la Yamaha è concentrata seriamente: “Il mio lavoro è quello di riportare Valentino di nuovo al massimo livello”, mette in chiaro Sumi. “Lui ha un’ottima memoria e si ricorda tutto ciò che abbiamo fatto nel corso degli anni, per cui la sua conoscenza e la sua esperienza sono importanti per noi. Vogliamo mantenere questo contatto, perché è positivo averlo in Yamaha”. Segno che i giapponesi spingeranno per un ulteriore rinnovo del contratto del numero 46?

Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 in pista (Foto Yamaha)
Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 in pista (Foto Yamaha)