Terremoto Mugello, gli esperti: “Possiamo aspettarci sismi di magnitudo molto più elevata”

Terremoto perugia
(foto dal web)

Ieri la terra ha tremato nel Mugello a pochi mesi dal centenario del devastante terremoto di Vicchio il quale causò la morte di oltre 100 persone: per i geologi non è da escludersi la possibilità che possano registrarsi scosse più forti.

Nella giornata di ieri, lunedì 9 dicembre, sono state circa 40 le scosse di terremoto registratesi durante la notte. Uno sciame sismico avvertito nitidamente dalla popolazione, con scosse di magnitudo tra 2.1 e 4.5 e con epicentro tra Scarperia e San Piero e Barberino di Mugello, in provincia di Firenze. Le numerose scosse hanno seminato il panico la popolazione che si è riversata in strada, nonostante le condizioni meteo avverse e numerosissime sono state le segnalazioni ai Vigili del Fuoco, il cui centralino è stato preso d’assalto. Non si sono registrati feriti, ma alcuni edifici nella zona del Mugello, stando agli ultimi aggiornamenti, sono stati danneggiati.

La terra ha tremato proprio a pochi mesi dal centenario del sisma di Vicchio del 1919, uno dei più catastrofici registratosi nella zona appenninica e potrebbe essere stato generato dalla stessa faglia di un altro sisma devastante del 1542 di magnitudo 6. Sul punto si sono espressi numerosi esperti tra cui il direttore dell’Osservatorio Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Salvatore Stramondo, Andrea Billi geologo e direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Igag-Cnr) ed il sismologo dell’Ingv Antonio Persanti.

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La terra torna a tremare nel Mugello a pochi mesi dal centenario di Vicchio: le previsioni dei geologi

Nella notte di lunedì 9 dicembre, la terra è tornata a tremare nel Mugello in provincia di Firenze: sono state circa 40 le scosse di terremoto registratesi. Uno sciame sismico avvertito nitidamente dalla popolazione, con scosse di magnitudo tra 2.1 e 4.5, e registratosi a pochi mesi dal centenario del terremoto di Vicchio. Quest’ultimo, riporta la redazione de Il Messaggero, fu uno dei sismi più catastrofici abbattutosi sul versante appenninico, e che causò nel 1919 la morte di 100 persone ed ingenti danni. Pare però, riporta Il Messaggero, che i due eventi non siano stati generati dalla stessa faglia: quella di ieri, proverrebbe dalla frattura tra Scarperia e Barberino. La stessa che probabilmente provocò un terremoto di portata epica nel 1542 forse di magnitudo 6. Sul punto si è espresso Salvatore Stramondo, direttore dell’Osservatorio Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): “Non ci sono ancora elementi certi – riporta Il Messaggeroper stabilire che si tratti della stessa faglia che si è attivata nel 1542. Quello che al momento notiamo è che i terremoti in corso avvengono a ridosso dell’area colpita nel 1542, a soli 8-10 chilometri a Nord-Ovest“. In aggiunta a quanto dichiarato dal direttore dell’Osservatorio, la redazione della nota testata nazionale ha riportato le parole di Andrea Billi, geologo e direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Igag-Cnr). Billi ha affermato: “Nell’area del Mugello possiamo aspettarci terremoti di magnitudo molto più elevata di quella che ha caratterizzato la scossa di ieri mattina“. Il Mugello, risulta essere una delle zone italiane maggiormente a rischio dal punto di vista sismico: “L’Appennino – ha proseguito Andrea Billi stando a quanto riportato da Il Messaggeroè sottoposto a una trazione orizzontale, una forza che tende a creare fratture come è successo nel recente passato con i terremoti avvenuti ad Amatrice e a L’Aquila“. In pratica i terremoti che si registrano nel settore appenninico sono di tipo estensionale: la crosta terreste tende a distendersi come a squarciarsi. Nella zona del Mugello sono stati registrati almeno tre sequenze di scosse di magnitudo superiore a 4,0 riferisce Il Messaggero. Nel 2008 una sequenza prolungata di circa 108 scosse, nel 2009 un terremoto di magnitudo superiore a 4 con 70 scosse di assestamento ed infine nel 2015 quando si è registrato un sisma di magnitudo 4,3. Andrea Billi ha concluso dicendo: “Considerati i nostri documenti storici possiamo dire che sarebbe potuta andare peggio. Ma non abbiamo gli strumenti che ci possano dire se ci sarà un altro terremoto di magnitudo più alta di 4,5“. Antonio Persanti, sismologo dell’Ingv, a tale proposito ha dichiarato: “L’area del Mugello è nota per dare sequenze sismiche ricche di eventi. Ci attendiamo – riporta Il Messaggeroche continueranno nei prossimi giorni“.

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Terremoto sismografo
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