“Cosa cambia davvero tra Ferrari e Mercedes”: lo spiega chi ci ha lavorato

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La Mercedes di Lewis Hamilton davanti alla Ferrari di Charles Leclerc (Foto Clive Mason/Getty Images)
La Mercedes di Lewis Hamilton davanti alla Ferrari di Charles Leclerc (Foto Clive Mason/Getty Images)

F1 | “Cosa cambia davvero tra Ferrari e Mercedes”: lo spiega chi ci ha lavorato

Anche se non porta a casa un campionato del mondo di Formula 1 ormai da oltre un decennio, alla Ferrari non manca proprio niente per vincere il titolo iridato. A dirlo è uno che se ne intende: nientemeno che Aldo Costa, che ha appena concluso il suo periodo da responsabile degli ingegneri della Mercedes, con cui ha dominato le ultime stagioni, dopo essere stato direttore tecnico della Rossa quando Kimi Raikkonen vinse l’ultimo Mondiale nel 2007.

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La differenza che Costa ha riscontrato tra i due top team della F1, avendo lavorato per entrambi, sta semmai nell’atteggiamento: “Alla Mercedes ho scoperto un modo di lavorare molto pragmatico, privo di correnti e di politica”, ha spiegato ai microfoni del sito specializzato Automoto. “Si affrontano i problemi dal punto di vista tecnico, si sbaglia e si ricomincia. Senza drammi. Con una flessibilità totale negli orari di lavoro e di proposte”. Come a dire che, invece, alla Ferrari la situazione interna è molto diversa. E infatti, prosegue l’ingegnere emiliano: “Di sicuro alla Ferrari sei sotto osservazione in ogni istante della giornata, per la pressione dei media, per quella dei tifosi, degli azionisti, del semplice barista al bar ogni mattina”.

Troppa pressione in Ferrari

Ma i tecnici sembrano ottimisti sul futuro del Cavallino rampante. Un altro ex ferrarista oggi passato alla McLaren, Andrea Stella, già ingegnere di pista di Fernando Alonso, ritiene che sia “solo questione di tempo” prima che il titolo iridato ritorni a Maranello. “Alla Ferrari non manca nulla”, spiega. “Stesse attrezzature, gente capace e preparata, disponibilità identiche a quelle che ho trovato in Inghilterra, quindi non è un problema di reperibilità di materiali o conoscenze. Alla Ferrari c’è tutto quello che c’è in Inghilterra”.

Ancora una volta, il problema è psicologico e mentale: “La differenza è che in Inghilterra la F1 è solo un lavoro. Il portiere di casa, il barista o il cameriere, sanno forse che lavoro in F1, ma non importa più di tanto”, prosegue Stella. “Quando ero alla Ferrari, invece, non era un lavoro. Era una missione che ti assorbiva completamente. Uscivi dall’ufficio, andavi al bar a prendere un caffè e il barista ti chiedeva: ‘Allora, questa Ferrari, vinciamo o no?’ Andavi al ristorante e trovavi il tifoso o il cameriere che chiedevano: ‘Vinciamo la prossima gara?’ E via di questo passo. Aprivi il giornale la mattina e c’era un articolo tutti i giorni sulla Ferrari. Sui metodi, adesso che sono in Inghilterra e mi confronto con le altre realtà, non vedo nessuna differenza. Alla Ferrari hanno gli stessi approcci e metodi degli inglesi. Non manca niente, tanto meno l’esperienza e la bravura di uno come Binotto. Per cui ci vuole solo tempo per tornare a vincere. Ma a Maranello è l’unica cosa che manca e si corre sempre in affanno”.

Aldo Costa, ex capo ingegnere della Mercedes (Foto Lars Baron/Getty Images)
Aldo Costa, ex capo ingegnere della Mercedes (Foto Lars Baron/Getty Images)