La colf può riprendere la casa dove lavora

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La colf può riprendere la casa dove lavora per dimostrare il rapporto di lavoro
Lavoro domestico (foto Pixabay)

La colf può riprendere la casa dove lavora per dimostrare il rapporto di lavoro. Questo è quanto ha stabilitodalla Corte di Cassazione che ha assolto una colf che aveva fatto delle fotografie della casa dove prestava servizio.

La colf potrebbe quindi del tutto lecitamente riprendere la casa in cui presta servizio quando lo fa non a scopo denigratorio bensì per dimostrare il rapporto di lavoro in essere con la famiglia, in ipotesi di tipo subordinato.

La sentenza della Suprema Corte sopraggiunge a sollevare la colf che era risultata colpevole sia in primo grado sia in appello.

La pena che le era stata comminata era di 4 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno civile alla famiglia dove era impiegata.

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La Cassazione supera le sentenze di Torino: la colf può riprendere la casa se vi lavora e vuol dimostrarlo

Era stato per primo il Tribunale di Torino, in primo grado, e poi la Corte d’appello di Torino in secondo ad aver ritenuto che la collaboratrice domestica avesse violato l’articolo 615 bis del Codice penale. La norma punisce la persona che “si procura indebitamente notizie o immagini” sulla vita privata di altre persone nella loro “dimora privata“, cioè in casa loro.
La Corte di Cassazione ha invece ribaldato i precedenti e ha annullato la sentenza di appello in quanto la colf non era una persona estranea oppure un’intrusa bensì una persona legittimata a stare in quella casa, dove lavorava su richiesta dei proprietari.

Peraltro, la collaboratrice domestica si era limitata a riprendere gli ambienti interni alla casa e il mobilio e non invece persone.

La Corte di Cassazione ha quindi ritenuto che le fotografie non hanno minimamente danneggiato la famiglia: non producono “alcun disvalore”.

La colf può riprendere la casa dove lavora per dimostrare il rapporto di lavoro
Colf (foto Pixabay)