Omicidio Luca Sacchi
Omicidio Luca Sacchi FOTO tuttomotoriweb

Nell’ambito dell’omicidio Luca Sacchi parla uno dei giovani presenti nella compagnia del giovane ucciso a Roma lo scorso 23 settembre.

Sull’omicidio Luca Sacchi si va avanti con il lavoro degli inquirenti. Sono previsti accertamenti irripetibili su alcuni dei reperti trovati e che sono considerati prove fondamentali. Gli inquirenti inoltre procedono anche con una serie di interrogatori cui sottoporre i personaggi principali coinvolti nella vicenda. La deposizione di Anastasiya Kylemnyk della scorsa settimana ha già fatto ampiamente discutere. La fidanzata del ragazzo ucciso il 23 ottobre scorso con un colpo di pistola alla testa ha negato qualsiasi coinvolgimento di droga. “Io e lui eravamo del tutto estranei”. E poi “non sapevo di avere tutti quei soldi con me”. Si tratta di 70mila euro, che però alcuni indizi lasciano presagire come invece Anastasiya fosse consapevole di avere molto denaro all’interno dello zainetto che teneva sulle spalle. Ora, nell’ambito dell’omicidio Luca Sacchi, parla anche Domenico Marino Munoz, uno degli amici della vittima e presente a poca distanza dal luogo del delitto.

Omicidio Luca Sacchi, Munoz fa una nuova e più dettagliata confessione

Già ascoltato altre volte dai carabinieri, Munoz fino ad oggi è stato ritenuto non pienamente attendibile a causa di alcuni dettagli giudicati lacunosi. Lui parla di un messaggio tramite applicazione Signal ricevuto da Luca Sacchi “alle 22:30 del 23 ottobre. Mi aveva scritto di stare assieme ad Anastasiya in zona, al John Cabot Pub, invitandomi a raggiungerli”. Nessun accenno a droga o soldi. Munoz però stavolta sembra mostrare un atteggiamento realmente collaborativo, forse anche per evitare una accusa di favoreggiamento. In carcere ci sono i vari Valerio Del Grosso (colui che ha sparato a Luca), Paolo Pirino, Marcello De Propris (fornitore della pistola usata nel delitto) e Giovanni Princi. Quest’ultimo era amico di Sacchi e si trova sottoposto a misure cautelative. Anastasiya è invece sottoposta ad obbligo di firma. Mai indagato invece Munoz, essenzialmente per mancanza di prove a suo carico. Ma Simone Piromalli e Valerio Rispoli, incaricati da Del Grosso di verificare se la comitiva di Luca Sacchi avesse i soldi richiesti per acquistare della droga, hanno indicato anche Munoz come intenzionato a comprare degli stupefacenti.

Munoz poco dopo conversava con Princi

Lui racconta alle forze dell’ordine di avere raggiunto poi Luca ed Anastasiya, negando di avere mai parlato o sentito parlare di droga. “Abbiamo discusso su come organizzare una gara in moto, passione che avevamo in comune. L’avevo visto una settimana prima in palestra e non mi sembrava preoccupato. So anche che non consumava stupefacenti o che frequentasse un brutto giro”. Sull’omicidio Munoz afferma: “Ho tentato di fermare l’aggressore di Anastasiya al quale Luca si era ribellato (Pirino, n.d.r.) ma alla mia destra è spuntato l’altro (Del Grosso) con una mano distesa lungo un fianco. Ha estratto una pistola contro lo stesso Luca, che stava soccorrendo Anastasiya. Sono scappato spaventato, per ripararmi dietro ad un’auto”. Poco dopo le riprese delle telecamere di sicurezza mostrano Munoz mentre conversa con Giovanni Princi su di un marciapiede vicino. Con loro c’è anche una donna non identificata.