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Tre scosse di terremoto sono state avvertite distintamente dalla popolazione durante la scorsa notte all’Aquila, fortunatamente non si registrano danni a persone o cose.

Uno sciame sismico è stato avvertito la scorsa notte, tra sabato 7 e domenica 8 dicembre, all’Aquila. Nello specifico sono tre le scosse di terremoto che sono state registrate dai sismografi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di magnitudo 3.7, 3.4 e 2.2 in rapida successione tra le 22:55 e le 23:21. Tutte le scosse hanno avuto epicentro a Barete, piccolo comune a circa 16 chilometri dall’Aquila. Numerose sono state le segnalazioni dei cittadini che hanno avvertito distintamente i terremoti, ma fortunatamente non si registrano danni a persone o cose.

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Tre scosse di terremoto nella notte all’Aquila: diverse le segnalazioni della popolazione ai Vigili del Fuoco

Tre terremoti, in rapida successione, sono stati avvertiti distintamente durante la scorsa notte, tra sabato 7 e domenica 8 dicembre, all’Aquila. Secondo quanto riferito dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), la prima scossa è stata registrata alle 22:55 con magnitudo 3.7, la seconda dopo circa 20 minuti, alle 23:16 di magnitudo 3.4 e la terza alle 23:21 di magnitudo 2.2. Le tre scosse hanno avuto epicentro a Barete, piccolo comune di circa 700 abitanti in provincia dell’Aquila, ad una profondità di 14, 13 e 12 chilometri. Lo sciame sismico è stato avvertito nel capoluogo abruzzese e, come riportato dalla stampa locale e dalla redazione de Il Messaggero, numerose sono state le segnalazioni ai Vigili del Fuoco da parte dei cittadini, alcuni dei quali si sono riversati in strada. Fortunatamente non si sono registrati danni a persone o cose, ma la maggior parte dei sopralluoghi è rinviata a questa mattina, domenica 8 dicembre. Il consigliere comunale di Barete Claudio Gregori ha commentato: “C’è stata paura -riporta Il Messaggeroma rimarremo a dormire nelle nostre case perché dopo il terremoto del 2009 sono sicure“. Il ricordo del terremoto di magnitudo 6.3 dell’aprile 2009, che causò oltre 300 morti ed ingenti danni, è ancora vivo nel capoluogo abruzzese.

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