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Ecco quando lo specchietto retrovisore può salvarti la vita

Lo specchio retrovisore è un dispositivo ideato per incrementare la sicurezza alla guida tramite l’aumento della visibilità posteriore e laterale al conducente di un veicolo. Il suo inventore è il pilota Ray Harroun che nel 1911 vinse la 500 Miglia di Indianapolis su una vettura dotata di specchietto. Dall’uso in gara si passò rapidamente all’installazione sulle vetture di serie e poi all’obbligo per le case costruttrici di montarlo. In Italia la legge 707 del 1975 introdusse l’obbligo del retrovisore esterno anche per le automobili già circolanti, a partire dal 1 gennaio 1977.

Negli anni 80’ gli specchietti erano di dimensioni abbastanza piccoli. Oggi anche nel caso delle utilitarie hanno una larghezza maggiore e non c’è motivo di lamentarsi sull’adeguata comodità degli specchietti retrovisori. Inoltre, molte case automobilistiche offrono un’opzione extra riguardante l’alloggiamento dello specchietto: i suoi bordi e la parte anteriore sono adatti per l’installazione di un lampeggiante aggiuntivo.

Uno specchietto retrovisore svolge bene la sua funzione quando è regolato correttamente. Solo in questo caso garantisce una visione adeguata che permette di reagire ai veicoli in sorpasso e controllare tutto che accade dietro l’auto. Lo specchietto retrovisore è regolato quando sono regolati il sedile del conducente ed il volante. La posizione ideale dovrebbe permettere al conducente di vedere la ruota posteriore nella parte inferiore dello specchio. Solo in questo caso lo specchietto è regolato in modo ottimale per controllare il traffico dietro.

Diventa un dispositivo di vitale importanza soprattutto quando bisogna effettuare un sorpasso. In autostrada, quando si viaggia a velocità sostenute, ancor prima di azionare l’indicatore di direzione, è d’obbligo guardare negli specchietti retrovisori per vedere se la corsia alla nostra sinistra è libera o se alle nostre spalle una vettura è in procinto di effettuare un sorpasso.

 

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