Bambina
(foto dal web)

Una bambina di 11 sarebbe stata violentata all’esterno del centro commerciale Quarto Nuovo, in provincia di Napoli: la piccola avrebbe immediatamente informato la madre dell’accaduto e si sarebbe confidata anche con un’amichetta.

Un atto atroce quello compiuto da due ragazzi di 15 e 16 anni ai danni di una bambina di 11. Una violenza sessuale, ordita con lucidità da parte di due adolescenti, che segnerà per sempre  la vita di Lucia, nome di fantasia attribuito alla vittima da Il Messaggero. La piccola sarebbe stata adescata tramite un messaggio Whatsapp invaiatole da uno dei due presunti aggressori che lei conosceva. Lucia era stata invitata a recarsi nell’area giochi del centro commerciale di Quarto Nuovo: lì ad attenderla un altro ragazzino che insieme all’amico avrebbero abusato di lei.

Quarto, Bambina violentata a 11 anni davanti al centro commerciale: le parole della piccola

Mi hanno fatto male, ho avuto dolore“, queste le parole della piccola Lucia, riporta Il Messaggero, durante una telefonata ad un’amichetta della stessa età. La confessione di una bambina che a soli 11 anni nella giornata di sabato avrebbe subito uno dei crimini più atroci patibili da una donna: una violenza sessuale.  La piccola, adescata da un messaggio su Whatsapp inviatole da uno dei due presunti stupratori che lei conosceva, si sarebbe recata come richiestole nell’area giochi del centro commerciale Quarto Nuovo. Ad attenderla un altro ragazzo il quale insieme al suo amico l’avrebbero costretta ad avere un rapporto sessuale. La piccola Lucia rientrata a casa, riporta Il Messaggero, ha parlato dell’accaduto con la madre la quale si sarebbe recata immediatamente presso la Tenenza dell’Arma del comune di Quarto per sporgere denuncia. I carabinieri del comune flegreo e la Procura dei Minori del Tribunale di Napoli stanno lavorando senza sosta; al momento sono state acquisite, riporta Il Messaggero, tutte le prove e le testimonianze utili per poter formulare l’imputazione di violenza sessuale su minore nei confronti dei due adolescenti. Sono state, inoltre, acquisite le immagini dell’impianto di videosorveglianza del centro commerciale di Quarto ed il Tenente Leonardo Rosano, che guida la stazione dei carabinieri del comune flegreo, ha ordinato ai suoi militari, riporta Il Messaggero, di verificare i tabulati telefonici della vittima e dei due presunti aggressori. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo presso il Tribunale dei minori, Maria de Luzenberger Milnersnsheim.

La piccola Lucia frequenta una scuola media di Giugliano e considerata la delicatezza del caso il Preside dell’Istituto vuole che sulla vicenda si mantenga il massimo riserbo. Il racconto di Lucia, riferisce Il Messaggero, è stato disarmante per la naturalezza con cui ha riferito i fatti: la piccola pare non abbia inteso realmente cosa sia successo, ricorderebbe solo il dolore fisico provato.

In astratto e per maggiore conoscenza si precisa che, una volta formulata l’imputazione da parte della Procura per violenza sessuale, i presunti colpevoli non potranno appellarsi in nessun caso ad un presumibile consenso della vittima. Questo in quanto l’ordinamento italiano non prevede alcun tipo di consenso implicito o esplicito quando gli atti sessuali sono consumati con un minore di 13 anni. La ragione risiede nel fatto che al di sotto di quella soglia di età la vittima non potrà mai essere consapevole della propria sfera sessuale e di conseguenza non sarà in grado di determinarsi in tal senso. La non punibilità potrebbe verificarsi solo allorquando gli atti sessuali si concretizzino tra un soggetto quanto meno tredicenne ed un altro minore di 18 anni, purchè la differenza tra i due non superi i 4 anni (ad esempio uno 13 anni e l’altro 16; uno 14 e l’altro 15).

Video osè tra gli studenti: la colpa è degli smartphone

È risaputo che ormai tra i giovani, sempre più spesso, circolino video osè e pare che questa terribile piaga si sia abbattuta anche sulla scuola media frequentata da Lucia. Un’insegnante dell’istituto di Giuliano, avrebbe affermato stando a quanto riportato da Il Messaggero che: “Le scuole medie sono da sempre un periodo in cui le pulsioni si manifestano all’improvviso. Forse non ci rendiamo conto che queste pulsioni sono amplificate dall’utilizzo degli smartphone. Se prima – avrebbe proseguito la docente – c’era pudore nell’avvicinarsi tra ragazzini, ora ogni barriera viene abbattuta con l’uso della tecnologia“. Gli smartphone e la tecnologia più in generale, sarebbero i veri autori della devianza tra i giovani i quali abbattono precocemente le barriere sulla sessualità anche grazie alla divulgazione di materiale osé che demolisce il senso di pudore.

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Carabinieri (foto dal web)