Operaio 65enne licenziato si suicida impiccandosi nel bosco: indagini in corso

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Licenziato dalla ditta in cui lavorava da anni, un uomo di 65 anni è morto suicida: l’ennesimo caso di tragedia legata al mondo del lavoro.

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Un uomo si è tolto la vita nel bosco dopo un licenziamento Foto Pixabay

In un momento di recessione, come quello che sta vivendo in Italia, trovare lavoro diventa sempre più difficile. Le aziende tendono poi ad assumere soprattutto giovanissimi dato che lo Stato li agevola solo in questo. Trovare un nuovo lavoro a 65 anni, un’età in cui in un Paese civile una persona dovrebbe essere già in pensione da un pezzo, sembra allora un’utopia. Essere licenziati dal posto in cui si lavora da molti anni poi viene vissuto come un’umiliazione.

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Operaio 65enne licenziato si suicida impiccandosi nel bosco: indagini in corso

Questi ed altri pensieri devono avere spinto un uomo al suicidio dopo un licenziamento. La vittima era un operaio di 65 anni che viveva a Rivoli, in provincia di Torino. La famiglia non aveva notizie dell’uomo da ieri pomeriggio.

Il ritrovamento del cadavere è stato fatto dai carabinieri della stazione di Avigliana, nella Bassa Valle di Susa. L’operaio si era impiccato a un albero nei boschi di Buttigliera Alta a causa di una lettera di licenziamento che aveva ricevuto dalla sua azienda.

La vittima, di cui Il Gazzettino ha riportato solo le iniziali, A.Z., era un operaio presso una struttura di dimensioni modeste a Rivoli. L’azienda, Lucco Borlera, si occupava di produrre componenti finiti in alluminio pressofuso. Il suicida ha lasciato una lettera in cui chiede scusa alla propria famiglia e al momento non è noto il motivo esatto del licenziamento. 

Un uomo che si suicida per aver perso il lavoro, qualunque sia stato il motivo del licenziamento, è una sconfitta morale per tutto il Paese.

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Teresa Franco

Carabinieri
(foto dal web)