Allergia alla muffa: i sintomi da non sottovalutare

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Muffa
Muffa (foto dal web)

La muffa prolifera anche all’interno dell’ambiente domestico: a causa delle spore sprigionate nell’aria può essere inalata provocando allergia.

Le Muffe sono organismi che possono assumere le più svariate forme da ammasso filamentoso, a spugnoso o addirittura schiumoso. La possibilità che proliferino all’interno dell’ambiente domestico è molto alta soprattutto in presenza di elevata umidità. Essendo parassiti hanno bisogno di un altro organismo dal quale attingere le sostanze nutritive e così si possono depositare in ogni dove, dal terriccio ai tappeti, dai tessuti ai deumidificatori dell’aria. Le muffe si riproducono attraverso le spore che se inalate possono causare nell’uomo gravi allergie dai sintomi più o meno riconoscibili.

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Allergia alla muffa, i sintomi e la cura: prestare massima attenzione

Le spore delle muffe, riporta Pagine Mediche, non sono visibili ad occhio nudo e diversamente dal polline la loro presenza non è dettata dalle stagioni. Di contro, invece, è possibile indicare il periodo nel quale a causa di esse si registra un numero maggiore di casi di allergia, ossia primavera/ inizio estate. Esistono due tipi di allergia quella IgE-mediata e quella delle micosi broncopolmonari allergiche.

In Italia le muffe che causano maggiormente reazioni allergiche sono l’Alternaria e l’Aspergillus. Le spore di Alternaria, riporta Pagine Mediche, sono le maggiori responsabili delle crisi asmatiche e potenzialmente letali per i bambini asmatici nei quali è possibile si verifichino crisi molto gravi. L’Aspergillus è, invece, considerato il genere di muffa più comune e causa la più tipica allergia. La reazione allergica da muffe si manifesta a seguito dell’inalazione delle spore che si disperdono nell’aria e che, entrando in contatto con il sistema immunitario, scatenano i noti e comuni sintomi da allergia respiratoria: asma, raffreddore, congiuntivite sino ad arrivare ad una manifestazione sulla cute.

Per individuare, in presenza di rinocongiuntivite e l’asma bronchiale, se effettivamente il fattore scatenante sia stata la muffa o meglio le sue spore, la diagnosi deve essere effettuata da uno specialista, ossia un otorinolaringoiatra o un pneumologo e da specifici test cutanei come prick test, riporta Pagine Mediche. In alternativa deve essere effettuata la ricerca di anticorpi IgE. Anche un’analisi di campioni raccolti all’interno dell’ambiente domestico possono contribuire ad una diagnosi. Per contrastare l’allergia da muffe si utilizzano le stesse modalità per quelle da pollini. L’utilizzo di antistaminici, riporta Pagine Mediche, sarebbe la via maggiormente percorribile. Cortisone e broncodilatatori, invece, devono essere somministrati solo su indicazione del medico e dopo attenta disamina delle funzioni respiratorie.

Come avviene per i pollini, anche nel caso dell’allergia da muffe è possibile, stando a quanto riportato da Pagine Mediche, praticare l’Immunoterapia Specifica (ITS), ossia un vaccino desensibilizzante che copra il soggetto da eventuali e future aggressioni. Il vaccino è consigliato soprattutto nei casi di Broncopolmonite da ipersensibilità di origine professionale che si manifesta appunto in chi è a contatto con le muffe per lavoro (casari, produttori di tappi in sughero ecc.).

Per combattere i sintomi da allergia alle muffe è possibile mettere in pratica alcuni accorgimenti:

  • evitare boschi con fogliame morto;
  • se la propria abitazione si trova in prossimità di campi agricoli, chiudere le finestre durante il raccolto;
  • prestare attenzione alla sabbia quando si va al mare;
  • eliminare la muffa dalle pareti della propria abitazioni utilizzando candeggina o prodotti specifici
  • non utilizzare carta da parati o moquette;
  • far areare le stanza più umide della casa come cucina e bagno;
  • pulire sempre il frigorifero;
  • pulire i filtri dell’aria.

Avverso le allergie alle muffe è possibile fare ricorso anche a rimedi naturali: l’aglio è un potente antifungino naturale e lo zenzero è un alimento che aiuta a combattere la congestione nasale, la tosse ed il mal di testa. Come in ogni caso “prevenire è meglio che curare” pertanto resta sempre fermo il consiglio di controllare la qualità dell’aria presente in casa, azzerando se non eliminando del tutto l’umidità anche grazie a deumidificatori. Tasso di umidità e qualità dell’aria sono i due elementi che maggiormente incidono sull’insorgenza di allergie.

Il presente articolo non ha carattere medico, ma uno scopo esclusivamente narrativo. Per tale ragione vi consigliamo di rivolgervi ad un medico qualora doveste riscontrare l’insorgenza di qualsiasi problematica legata all’argomento in questione.

Muffe
Muffe (foto dal web)

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