Leon Camier Superbike
Leon Camier (foto Barni Racing Team)

Dopo due anni passati in Honda con più bassi che alti, anche a causa dei vari infortuni, Leon Camier nel 2020 correrà con il team Barni Racing. Avrà a disposizione una Ducati Panigale V4 R che nella stagione di esordio si è rivelata molto competitiva.

La squadra di Marco Barnabò ha deciso si affidarsi ad un pilota esperto, dopo i mancati risultati con il giovane Michael Ruben Rinaldi. Una scelta comprensibile, anche se il britannico è un po’ fragile fisicamente e una caduta nel test di Aragon gli ha poi precluso la possibilità di disputare quello di Jerez. Avrebbe avuto bisogno di salire sulla nuova moto per migliorare il feeling, invece sulla quattro cilindri bolognese ci è salito Michele Pirro al suo posto.

Superbike, Camier e la Ducati Panigale V4 R

Camier ha rilasciato un’interessante intervista ai colleghi di Speedweek. Innanzitutto ha parlato delle differenze tra la Ducati Panigale V4 R e la Honda CBR10000RR Fireblade: «La prima impressione è che la moto sia dominata dall’elettronica, che funziona diversamente rispetto alla Honda. L’erogazione della potenza è delicata, la velocità massima è buona ma c’è tanto lavoro da fare. Ad esempio voglio maggiore accelerazione in uscita di curva e servirà lavorare sulle sospensioni. C’è potenziale, serve tempo».

All’esperto rider inglese è stato domandato se riesca a spiegare l’incredibile competitività avuta da Alvaro Bautista soprattutto ad inizio campionato Superbike 2019: «No, c’è molto lavoro da svolgere e non so come abbia potuto così veloce. Le sue dimensioni ridotte e il suo peso ridotto possono averlo aiutato in accelerazione. Riusciva a prendere velocità in rettilineo e ad essere più rapido di tutti. L’accelerazione della Ducati è impressionante».

Camier ha avuto anche modo di commentare positivamente i suoi primi approcci con il team Barni Racing: «I meccanici hanno molta esperienza e hanno ottenuto risultati con Fores. Il mio crew-chief è della Ducati, dunque sa tutto della moto. L’ingegnere elettronico è nuovo per me, dobbiamo abituarci l’uno all’altro. Ha bisogno di sapere cosa mi serve in termini di elettronica e telaio. Ho bisogno di trascorrere più tempo sulla moto. Abbiamo molto supporto da Ducati, i dati di tutti i piloti sono a disposizione. So cosa fanno Davies e Redding, ma anche cosa faceva Bautista».