Caso Bossetti
Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio – FOTO tuttomotoriweb 

Caso Bossetti, negli ultimi giorni si vocifera della riapertura del processo dopo la condanna dell’uomo per l’omicidio di Yara Gambirasio: ecco l’annuncio

Massimo Bossetti è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, nel 2010. Nonostante i tre gradi di giudizio, si parla però negli ultimi giorni di riapertura del processo. Il settimanale Oggi ha telefonato a Giorgio Casari, consulente dell’accusa e docente di genetica, che ha affermato: “Il Dna di Ignoto 1 è sempre stato al San Raffaele, l’abbiamo conservato e c’è ancora”, smentendo quanto affermato dalla Procura di non poter effettuare ulteriori esami confrontandolo col Dna di Bossetti. Marco Oliva, giornalista di Telelombardia che segue il caso, spiega però: “Non è uno scoop né una novità. Casari lo disse già durante il processo, ma c’è una differenza tra il processo di appello e quello di cassazione. Nella sentenza di appello si legge che il materiale seriale è finito, la Cassazione dice poi che il materiale è finito e non è necessario arrivare a un ulteriore esame del Dna, in quanto non c’è possibilità di errore. Il margine di errore in effetti è solo uno su venti miliardi, per trovare un’altra persona con quel dna bisognerebbe analizzare miliardi di persone. Non ho sospetti di altro tipo, sono tranquillo. Ma al posto di Bossetti vorrei ugualmente la controprova del dna”. L’avvocato di Bossetti, Salvagli, vuole sporgere denuncia per frode processuale, ma ancora Oliva afferma: “Salvagli faccia il suo lavoro, ma se basta una telefonata di un giornalista che chiama un consulente sentito anni fa per la revisione di tre gradi di giudizio, rimango perplesso. Se anche fosse vero, o la difesa non è stata capace di fare il suo lavoro o l’accusa ha giocato in modo sospetto”.