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Una truffa telefonica è tornata di moda nelle ultime settimane provocando diverse vittime, alle quali viene prosciugato il credito attraverso chiamate che arrivano da numeri esteri.

Una truffa sta colpendo diverse persone che si ritroverebbero con il credito telefonico prosciugato. Questo raggiro, che già lo scorso inverno aveva colpito numerose vittime, sembra essere tornato di moda e consiste nell’inviare uno squillo da un numero straniero ad un soggetto, il quale, per curiosità o per capire di chi si tratti, richiama. Una volta presa la linea, la vittima viene reindirizzata ad una linea a pagamento che prosciuga il credito con un costo chiamata di 1,50 euro al secondo. La polizia postale l’anno scorso sui social aveva invitato gli utenti a non rispondere e non richiamare questi numeri.

Truffa telefonica da numeri esteri: i consigli della Polizia Postale

Sembra essere tornata di moda una truffa telefonica che aveva già colpito diverse persone durante lo scorso inverno. Questo raggiro, denominato Ping calls, consiste, come riporta la redazione de Il Messaggero, nel richiamare un numero di telefono dall’estero dal quale si riceve uno squillo. Una volta richiamati questi numeri, soprattutto tunisini, si viene reindirizzati automaticamente ad una linea a pagamento dal costo di ben 1,50 euro al secondo. In alcuni casi, come riporta Il Messaggero, per quanto riguarda i clienti che utilizzano l’addebito sul conto e non carte ricaricabili, i truffatori potrebbero risalire ai dati del conto corrente. In molti cadono nella rete della truffa richiamando il numero in questione per curiosità o magari perché semplicemente attendono una chiamata dall’estero. Ad oggi, i prefissi segnalati in merito sono: +373 (Moldavia), +678 (Vanuatu, Sud Pacifico); +383 (Kosovo); +375 (Bielorussia); +371 (Lettonia); + 255 (Tanzania); + 44 (Gran Bretagna). La Polizia Postale che in passato si è già occupata di questa tipologia di raggiri, ha spiegato in un post pubblicato sui propri profili Facebook nel 2018 che si tratta di una “truffa sempreverde sulla quale indaghiamo sempre, purtroppo con molte difficoltà perché i truffatori agiscono dall’estero e sono tecnologicamente molto evoluti. Per difendersi allora è necessario conoscere il modo in cui la truffa viene messa in atto“. “Le chiamate -prosegue la Polizia Postale- arrivano in genere di sera, tra le 18:30 e le 20:30 quando la maggior parte delle persone è più libera dal lavoro e più propensa a richiamare. Che è la cosa da evitare assolutamente. Se vi capita, invece, consigliamo di denunciare subito il fatto alla Polizia di Stato per permettere agli investigatori di raccogliere quanti più elementi sul caso“.

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Telefonata
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