Terremoto perugia
(foto dal web)

I sismologi e ingegneri dell’Università e del Politecnico di Bari in un’intervista alla redazione de La Repubblica, hanno parlato del terremoto registratosi in Albania quasi una settimana fa.

È passata quasi una settimana dal forte terremoto che ha colpito l’Albania causando diversi morti e feriti. La violenta scossa di magnitudo 6.4 è stata avvertita anche in Italia, soprattutto in Puglia, la regione più vicina alla nazione della penisola balcanica. Alcuni sismologi e ingegneri dell’Università e del Politecnico di Bari hanno rilasciato alcune dichiarazioni alla redazione de La Repubblica.

Terremoto in Albania, i sismologi italiani: “Nei prossimi giorni potremmo avvertire repliche delle scosse

È di 51 morti ed oltre duemila feriti il bilancio definitivo della violenta scossa di magnitudo 6.4 che ha colpito la costa settentrionale dell’Albania nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 novembre. Il sisma che ha avuto numerose repliche, anche di forte intensità, è stato avvertito anche in Italia, maggiormente in Puglia, regione italiana geograficamente più vicina all’Albania. Alcuni sismologi e ingegneri dell’Università e del Politecnico di Bari hanno rilasciato un’intervista alla redazione de La Repubblica parlando di quanto accaduto. “Non tutte le scosse che avvengono in Albania sono collegate ai nostri fenomeni – spiega il geologo Nicola Venisti – ma quando si tratta di eventi così importanti, possiamo immaginare che continueremo a sentirne per giorni, se non per mesi, l’evoluzione“. Data la vicinanza con l’Albania, riporta Repubblica, diversi comuni del Salento sono passati da zona asismica a rischio 4, ovvero con basso rischio, a zona 1 ovvero con pericolosità alta: “Tredici comuni del Subappennino dauno risultano zona 1, a pericolosità elevata – afferma Venisti a La Repubblicatutta la provincia di Foggia e parte della Bat zona 2. A scendere Bari, Brindisi e Taranto zona 3. Previsioni non se ne possono fare, ma tocca ricordare che l’Adriatico è come una casa in cui spostiamo continuamente i mobili: ogni tanto ne sentiamo il rumore“. Il rischio di avvertire altre scosse dopo quella registratasi quasi una settimana fa è reale: “Nei prossimi giorni potremmo avvertire repliche delle scosse albanesi – afferma Andrea Tallarico, professore associato del dipartimento di Scienze della terra – che definire di ‘assestamento’ sarebbe fuorviante, perché sottintenderebbe che l’attività sismica va scemando: dato non prevedibile. Le nostre simulazioni – riporta Repubblica- lavorano ipotizzando terremoti di magnitudo massima, che possono generare onde alte qualche metro e molto lunghe. Il passo successivo sarebbe capire come queste onde impatterebbero oggi sull’abitato delle nostre coste“. Ad amplificare gli effetti di un terremoto sono ovviamente le costruzioni di numerosi edifici che non rispettano le norme antisismiche: “Purtroppo -afferma Giuseppina Uva, docente di Costruzioni in zone sismiche e vulnerabilità degli edifici al Politecnico di Bari- la normativa più avanzata in campo di progettazione antisismica è del 2008, dopo un processo cominciato nel 2003. Il 70 per cento delle costruzioni sono vetuste – riporta Repubblica -.  Su Foggia città, per esempio, oltre i due terzi degli edifici è precedente alla prima normativa sismica del ’74, dunque ha carenze progettuali“.

Terremoto Albania
Squadre di soccorso sul luogo di un crollo in Albania (Getty Images)

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