La Ferrari di Charles Leclerc ai box del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 a Yas Marina (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ai box del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 a Yas Marina (Foto Ferrari)

F1 | La Ferrari cade in piedi: manterrà i suoi privilegi in F1 anche dal 2021

La conferma arriva dall’amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri in persona: la Rossa manterrà, anche dopo il 2021, il suo controverso diritto di veto in Formula 1. Un privilegio storico, di cui è l’unica squadra a godere, che prevede che possa respingere unilateralmente qualsiasi cambio di regole con cui non si trovi d’accordo.

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Nell’ambito delle trattative, tuttora in corso, per il rinnovo del Patto della Concordia, l’accordo che definisce i rapporti tra la F1, la Federazione e le squadre, si era tentato di tagliare fuori questa clausola, ma l’ultima bozza, sulla quale mancano tuttora le firme finali, lo avrebbe invece reintegrato.

“Sì, abbiamo mantenuto il diritto di veto, che per noi è cruciale”, ha ammesso Camilleri ai microfoni della televisione tedesca Rtl. “Ma è importante anche per tutta la Formula 1. Alcuni team pensano che il veto sia anacronistico e che dovrebbe finire, mentre altri sono convinti che sia una buona idea avere un leader”.

La Ferrari e le trattative con la F1

Pur ergendosi al ruolo di leader, la Ferrari finora non ha fatto sentire pubblicamente la sua voce sui negoziati che riguardano il futuro della Formula 1: “Non ne abbiamo bisogno”, aggiunge Camilleri al Financial Times. “Tutti, compresi i nostri diretti rivali, sanno che la Ferrari è fondamentale per la F1 e la F1 è fondamentale per la Ferrari. Se dovessimo andarcene, la F1 rimarrebbe la stessa cosa? Non credo”.

Sul nuovo Patto della Concordia che regolerà il Mondiale a quattro ruote a livello politico dal 2021 al 2025, Camilleri ha le idee chiare: “Bisogna muoversi. Abbiamo concordato i principi di base, ma c’è ancora molto da fare. Dobbiamo assicurarci che la Formula 1 resti la categoria regina, con ampio spazio per la creatività tecnologica, che storicamente è stata un aspetto chiave di questo sport. Un anno fa sono state rifiutate le componenti standard e questo è positivo”.

Un altro elemento da chiarire, tutt’altro che marginale, è quello economico: le voci di paddock sostengono che i team abbiano inviato una lettera al boss della F1, Chase Carey, chiedendo che la sua Liberty Media aumenti la quota degli introiti commerciali destinata alle scuderie. Il parere di Camilleri in merito è che l’attuale gestione sia comunque più equa rispetto al precedente patron Bernie Ecclestone: “Quello era il modo di gestire di Bernie”, ha spiegato. “Oggi la suddivisione è molto più corretta, in termini di sostenibilità economica della F1”.

La Ferrari di Charles Leclerc nel garage del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 a Yas Marina (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc nel garage del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 a Yas Marina (Foto Ferrari)