Michele Misseri
Michele Misseri (foto dal web)

La Corte d’Appello di Taranto ha parzialmente riformato la sentenza con cui il Tribunale aveva condannato Michele Misseri per calunnia e diffamazione ai danni della criminologa Roberta Bruzzone e dell’avvocato Daniele Galoppa.

Per i giudici della Corte d’Appello di Taranto, Michele Misseri si sarebbe reso responsabile solo del reato di diffamazione e non anche di quello di calunnia nei confronti della criminologa Roberta Bruzzone e dell’avvocato Daniele Galoppa. Parzialmente riformata, quindi, la sentenza del giudice di primo grado che riteneva lo zio della giovane Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto 2010, autore di entrambi i reati ascrittigli.

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Michele Misseri, la Corte d’Appello lo assolve dal reato di calunnia: riformata sentenza di primo grado

Una figura controversa quella di Michele Misseri, marito di Cosima Serrano e padre di Sabrina, le donne condannate all’ergastolo per l’omicidio della giovane Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana (Taranto) il 26 agosto 2010. Durante il processo per accertare le responsabilità in ordine al grave crimine, l’uomo è stato autore di confessioni, ritrattazioni e accuse nei confronti di soggetti terzi che gli sono costate una denuncia da parte della criminologa Roberta Bruzzone e dell’avvocato Daniele Galoppa. Misseri, in ordine a tali fatti, come riporta la redazione de il Nuovo Quotidiano di Puglia era stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione per diffamazione e calunnia, tuttavia lo scorso 28 novembre è intervenuta la Corte d’Appello di Taranto che ha deciso di riformare parzialmente la sentenza. I giudici hanno ritenuto di dover assolvere l’uomo dal reato di calunnia e di doverlo condannare solo per quello di diffamazione infliggendogli una pena di un anno e sei mesi di reclusione.

Sotto accusa per diffamazione anche l’avvocato Fabrizio Gallo, il quale in primo grado era stato condannato solo ad una multa di ottocento euro. Il motivo sarebbe stato rintracciato in alcune dichiarazione rilasciate in differenti trasmissioni televisive a mezzo delle quale venivano espresse delle opinioni che innescavano dubbi sulla professionalità dell’avvocato Galoppa e della criminologa Bruzzone. Per Fabrizio Gallo, riporta Nuovo Quotidiano di Puglia, la Corte d’Appello di Taranto ha dichiarato di non doversi procedere in ordine alla paventata ipotesi di diffamazione nei confronti della Bruzzone poiché non vi sarebbe querela, mentre per quella ai danni del collega Galoppa lo ha condannato ad una multa di 700 euro. Quanto alle parti civili, in sentenza è stato statuito che Misseri e Gallo dovranno risarcire l’avvocato Daniele Galoppa corrispondendogli una provvisionale di 10mila euro ciascuno per il danno morale patito.

Daniele Galoppa è stato il primo difensore di Michele Misseri, mentre Roberta Bruzzone una delle consulenti della sua difesa. Entrambi i professionisti, però, presero le distanze dall’agricoltore di Avetrana allorquando quest’ultimo fece intendere di essere stato pilotato dai due ad accusare la figlia Sabrina. Accusa che gli valse la denuncia su cui per ultima si è pronunciata la Corte d’Appello di Taranto lo scorso 28 novembre, riformando la sentenza di primo grado che riconosceva la responsabilità di Misseri  in ordine ai reati di calunnia e diffamazione.

Omicidio Sarah Scazzi: il processo per falsa testimonianza

Le indagini sulla morte della giovane Sarah Scazzi sono un maxi-blocco attorno al quale hanno iniziato a  gravitare numerosi sub-procedimenti tra cui quello per falsa testimonianza che vede imputati numerosi soggetti. Primo fra tutti Ivano Russo, il giovane ritenuto “il movente” dell’uccisione della ragazza: sarebbero state le sue attenzioni nei confronti di Sarah a scatenare l’ira e la gelosia della cugina Sabrina tanto da arrivare a compiere il terribile delitto.  Il giovane cuoco, che nel procedimento sulla morte della giovane 15enne aveva dichiarato che il 26 agosto si trovava a casa a dormire, non avrebbe detto il vero. A dichiararlo la sua ex fidanzata, Virginia Coppola, la quale durante la propria deposizione ha raccontato ben altro. La giovane avrebbe riferito che Ivano Russo, all’epoca dei fatti, le raccontò di essere uscito di casa in quel caldo pomeriggio del 2010, proprio nelle ore in cui Sarah Scazzi venne uccisa. Virginia Coppola avrebbe anche dichiarato che l’ex fidanzato le confessò di aver assistito alla lite fra le due cugine. A ciò si aggiunge che l’auto del cuoco tarantino, diversamente da quanto dichiarato dallo stesso, venne vista allontanarsi da via Deledda, dov’era ubicata casa Misseri, intorno alle 14, pochi minuti prima che la 15enne venisse uccisa.

Roberta Bruzzone
La criminologa Roberta Bruzzone (foto dal web)

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