Sinisa Mihajlovic in conferenza stampa: “Non ho più lacrime”

Sinisa Mihajlovic
L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

Sinisa Mihajlovic, che dalla scorsa estate sta lottando contro una leucemia, ha tenuto una conferenza stampa stamane per parlare delle sue condizioni di salute.

L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic, che da quattro mesi sta combattendo una leucemia, ha tenuto stamane una conferenza nella sala stampa dello stadio Renato Dall’Ara. Insieme al tecnico per parlare del suo percorso di cure i medici del Policlinico Sant’Orsola, dove Mihajlovic ha svolto i cicli di chemioterapia e da cui è stato dimesso lo scorso venerdì, 22 novembre. L’allenatore serbo, come spiegato in un comunicato dell’Istituto di Ematologia Seragnoli, si è sottoposto ad un “trapianto di midollo osseo da donatore non familiare lo scorso 29 ottobre. Le condizioni generali del paziente e gli esami ematologici sono soddisfacenti“.

Sinisa Mihajlovic in conferenza stampa: “Prendo 19 pasticche al giorno, dalla mattina alle 8 fino a mezzanotte

Sinisa Mihajlovic ha preso parte ad una conferenza stampa per parlare delle sue condizioni di salute stamane presso la sala stampa dello stadio Renato Dall’Ara di Bologna. Il tecnico serbo dopo aver ringraziato i giornalisti presenti ed i giocatori rossoblu che hanno organizzato un fuori programma facendo una sorpresa al tecnico che ha scherzato: “Mi fanno sempre sorprese, fanno di tutto per non allenarsi“. Mihajlovic poi ha iniziato la conferenza spiegando: “Ringrazio tutti, volevate essere di più ma vi ringrazio per aver rispettato le mie condizioni ed era meglio evitare di essere insieme a tante persone. Un’altra prova di solidarietà in questi ultimi quattro mesi. L’ultima volta -riporta la redazione di Tuttosport–  che avevo parlato era il 13 luglio, quando avevo annunciato la malattia. Ora voglio spiegarvi il mio stato di salute. Prima però devo ringraziare tutti i medici per avermi supportato, nessuno meglio di loro sa quanto sia difficile affrontare la malattia. Voglio ringraziare tutti di cuore. Senza il loro aiuto non avrei mai fatto questo percorso, che secondo me sta andando molto bene. Ringrazio tutti, dai dottori che mi hanno assistito fino agli infermieri. Li ringrazierò per tutta la vita“. Durante i ringraziamenti, Sinisa è visibilmente commosso ed ha voluto sdrammatizzare con una battuta: “In questi 4 mesi ho pianto e non ho più le lacrime. Mi sono rotto le palle di piangere“. Mihajlovic poi si concentra sul suo percorso di cure spiegando: “Ho passato quattro mesi e mezzo tosti, sono stato rinchiuso in una stanza di ospedale da solo, con aria e acqua filtrata. Il mio desiderio – riporta la redazione di Tuttosportera prendere una boccata d’aria fresca e non lo potevo fare. Non mi sono mai sentito un eroe per quello che sto facendo. Solo di avere un carattere di chi non molla mai, ma sempre un uomo con tutte le sue fragilità. Queste malattie non le puoi vincere solo con il coraggio, servono le cure. Quando sono entrato in ospedale ho capito di essere nel posto giusto. E voglio dire a tutti quelli che sono malati di leucemia o altre malattie gravi, che non si devono sentire meno forti se non affrontano la malattia come ho fatto io. Non c’è da vergognarsi ad avere paura, di piangere o essere disperati. Unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere“. Le cure non sono finite: “Anche stamattina alle 8 sono stato in ospedale per fare un controllo. La malattia è bastarda, ci vuole molta pazienza. Non devono pensare a quando entrano o quando usciranno. Lì si lavora di giorno in giorno, dandosi piccoli obiettivi, giornalieri, settimanali. Ogni giorno in più passato in ospedale -le parole del tecnico riportate da Tuttosportè un giorno in meno verso l’uscita. Ognuno l’affronta nella propria maniera, ma quello che mi sento di dire è che comunque, se sei forte e ci credi, il sole arriva. Esci fuori. La cosa positiva è che facendo tutto questo, quando arrivi al trapianto ci possono essere complicanze, ma tu guarisci. Molto difficile dal punto di vista psicologico, lo so. Perciò devi essere forte di testa e la forza la devi trovare dentro e nella gente che ti vuole bene. Normale avere paura, ma è quella che ti fa rigar dritto e non ti fa esagerare. Sono stato due giorni in campo e sono stato benissimo, poi però mi sono sentito stanco. La prima volta sono dimagrito 13 chili, adesso 9. Ci sono momenti di stanchezza. Prendo 19 pasticche al giorno, dalla mattina alle 8 fino a mezzanotte, ma le prendo, perché il mio obiettivo è uscire dall’ospedale. So che tornerò per fare visite, ma non dormo più là, dormo a casa mia“. Sul donatore di midollo, che per legge deve rimanere anonimo, Sinisa spiega: “Certo che mi piacerebbe conoscerlo, ma come sapete non posso. Farò una lettera e cercheremo di fargliela avere, chiunque sia“. Il tecnico poi conclude la conferenza stampa parlando delle voci in merito alla possibile vittoria della Panchina d’Oro: “Il premio lo accetterei solo per quello che ho fatto col Bologna. Se me lo danno perché sono malato non mi interessa. Non mi serve“.

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Sinisa Mihajlovic in conferenza (screenshot)