Il Mostro del Circeo: le nuove ed inquietanti ammissioni di Angelo Izzo

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Angelo Izzo, il Mostro del Circeo
Angelo Izzo, il Mostro del Circeo (foto dal web)

Angelo Izzo, noto alle cronache come il Mostro del Circeo, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla redazione di AdnKronos tramite le quali ha parlato di numerosi delitti non confessati e del suo pentimento per le violenze nei confronti delle donne vittime dei suoi crimini.

Angelo Izzo, noto alle cronache come il Mostro del Circeo, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla redazione di AdnKronos a mezzo delle quali ha affermato di essere responsabile di altri crimini non confessati e di ritenersi dispiaciuto per gli stupri commessi. Izzo attualmente detenuto presso il carcere di Velletri, dove sta scontando due ergastoli, non ha mostrato rimostranze in ordine al suo passato.

Angelo Izzo: dai crimini non confessati al pentimento circa gli stupri

Di crimini Angelo Izzo, per sua stessa ammissione, ne avrebbe compiuti più di quelli per cui è stato condannato, ma su tale argomento non mostra rimostranze, anzi. Stando a quanto riferito dall’Adnkronos, l’uomo meglio noto alle cronache come il Mostro del Circeo, non avrebbe mostrato segni di pentimento nei confronti dei crimini commessi, dichiarando di non sentire alcun bisogno di pace e di non avvertire la necessità di mostrare rimorso: “Trovo poco estetico questa specie di mercato che intercorre tra rei e parenti delle vittime. Non appartiene – avrebbe dichiarato- al mio modo di essere e di fare“. Giunge, però, l’eccezione per gli stupri di cui dice: “Le violenze carnali che ho commesso facevano parte di un modo di vivere sbagliato dei miei anni verdi. Avevano a che fare con l’idea che mi sentissi una specie di vichingo. Oggi penso siano atti sbagliati. Chi commette queste cose è un miserabile. Adoro le donne e penso siano meglio degli uomini“. Per il resto, Izzo continua a sfoggiare la stessa insensata spavalderia che ha contribuito ad alimentare la fama del suo controverso personaggio nelle aule di Tribunale. Occhi glaciali e sbarrati, mai una lacrima durante i processi ma solo fiumi di dichiarazioni quasi ad autoproclamarsi concierge del crimine, che ancora oggi pare per lui un titolo appagante. Da ultimo si è autoaccusato dello stupro di Rossella Corazzin, la 17enne scomparsa 43 anni fa in Umbria, e sul punto dichiara all’Adnkronos: “semplicemente volevo confessare alcuni dei fatti ai quali ho partecipato nell’ambito di una ricostruzione, chiamiamola storico-giudiziaria“. Aggiungendo altresì che ci sono “parecchie cose  (ancora da confessare, ndr) ma sinceramente sono stanco di avere a che fare con investigatori ai quali dovrei fornire io le prove, oltretutto in gran parte si tratta di episodi datati“.

Si dice oltre che carnefice, custode di numerosi  segreti: della strage di piazza Fontana, degli omicidi Pecorelli, dei due ragazzi di sinistra Fausto e Iaio, ed addirittura dell’uccisione di Piersanti Mattarella a Palermo. La presunta conoscenza di tali efferati crimini quasi alimentano il suo ego: “Ho parlato di centinaia di episodi riguardanti il terrorismo nero e la strategia della tensione. Mai ho avuto smentite o si sono trovati colpevoli diversi rispetto a quelli da me indicati“. Sul delitto di Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale capo dello Stato, assassinato a Palermo mentre era governatore della Regione Sicilia, ha tirato in ballo ambienti dell’estrema destra, come fatto anche per altre stragi. “Cercavo di far emergere una verità che all’epoca consideravo importante – avrebbe proseguito Izzo stando a quanto riportato dall’Adnkronos – Non mi sarebbe spiaciuto avere dei vantaggi riguardo alla pena. L’attenzione è l’ultima cosa che mi interessava“.

L’ultimo delitto di cui si sarebbe macchiato Angelo Izzo risale al 2005, nell’esatto momento in cui gli era stato concesso il regime di semilibertà. Il Mostro del Circeo si recò in provincia di Campobasso ed uccise la moglie e la figlia di un pentito della Sacra Corona Unita: il “massacro di Ferrazzano“, così lo hanno ribattezzato i giornalisti. Una vita indelebilmente macchiata dal sangue quella di Angelo Izzo che non sa dire cosa rifarebbe e cosa invece si esimerebbe dal compiere se potesse tornare indietro, lasciando così ancor più spazio ad una drammatica considerazione sulla sua essenza criminale.

Angelo Izzo i crimini commessi: una vita dissoluta

L’attività criminale di Angelo Izzo inizia negli anni ’70 quando per sua stessa ammissione dinnanzi ai giudici, insieme al suo gruppo e ad altri elementi legati alla destra romana, partecipò ad alcuni attentati, a numerosissime rapine, traffici di sostanze stupefacenti e stupri di gruppo. Un’escalation culminata poi con il cosiddetto Massacro del Circeo che gli valse il titolo di Mostro. Il 29 settembre 1975, Izzo, ed i suoi due complici Guido e Ghira si incontrarono intorno alle 16 con Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, due ragazze (di 17 e 19 anni rispettivamente) conosciute qualche giorno. Le due furono invitate al Circeo, nella villa di Ghira nella località “Punta Rossa”, ed una volta giunte a destinazione iniziò il loro calvario. Le due ragazze furono violentate, drogate, seviziate e massacrate per circa 35 ore. La Lopez fu poi picchiata e annegata in una vasca da bagno, mentre la Colasanti quasi strangolata e picchiata selvaggiamente. I tre credettero che entrambe le vittime fossero morte, così decisero di occultare i cadaveri nel bagagliaio dell’auto del padre di uno dei tre e di recarsi a cena in Viale Pola, a Roma. La Colasanti, tuttavia, era ancora viva ed i suo lamenti destarono l’attenzione di un metronotte che avvisò immediatamente la polizia. Izzo e Ghira furono arrestati mentre Guido riuscì a darsi alla fuga. Per i fatti accaduti al Circeo vennero condannati tutti e tre all’ergastolo, sentenza riformata in appello per Ghira e Guido ai quali la pena fu ridotta a 30 anni. Nel dicembre del 2004 ottenne la semilibertà dal carcere di Campobasso ed il 28 aprile 2005 Angelo Izzo uccise Maria Carmela e Valentina Maiorano, all’epoca sotto protezione a Ferrazzano poiché moglie e figlia di Giovanni Maiorano, un ex affiliato pentitosi della Sacra Corona Unita.

Angelo Izzo, il Mostro del Circeo
Angelo Izzo, il Mostro del Circeo (foto dal web)

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