Omicidio Luca Sacchi: per gli inquirenti la fidanzata Anastasiya ha mentito

omicidio Luca Sacchi
Luca Sacchi e la fidanzata (foto dal web)

Si indaga sulla morte del giovane Luca Sacchi, il 24enne freddato da un colpo di pistola alla testa lo scorso 24 ottobre: la posizione della fidanzata Anastasiya sembrerebbe aggravarsi.

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di Luca Sacchi, il giovane di 24 anni freddato da un colpo di pistola lo scorso 24 ottobre a Roma, nei pressi di un pub a Roma. A non convincere gli inquirenti, sarebbe il ruolo nella tragica vicenda della fidanzata della vittima Anastasiya.

Omicidio Luca Sacchi: la fidanzata non sarebbe stata con lui al momento dello sparo

Ombre, intrighi e tante incongruenze. Sin da subito le indagini sulla morte di Luca Sacchi hanno consegnato un quadro non del tutto nitido della vicenda. Iniziato come una rapina finita male la vicenda ha assunto pieghe del tutto inaspettate: un giro di droga, il denaro contante nello zainetto della giovane Anastasiya che non ammontava a sole poche centinai di euro, la conoscenza con gli spacciatori. Quanto accaduto lo scorso 24 ottobre nei pressi del “John Cabot Pub” di via Mommsen non è più parso tanto chiaro. Stando a quanto riportato dalla redazione di Leggo, la Procura starebbe in particolar modo il cerchio intorno alla fidanzata della vittima, Anastasiya Kylemnyk. Vi sarebbero, infatti, alcuni elementi che avrebbero condotto gli inquirenti a ritenere che la giovane badante ucraina non si trovasse sulla scena del crimine come, invece, da lei dichiarato. Anastasiya, sentita sempre come testimone, avrebbe sostenuto che lei ed il fidanzato Luca erano stati vittima di una rapina e che nel suo zaino vi erano solo poche centinaia di euro, dichiarandosi estranea alle attività di spaccio di droga. La redazione di Leggo riferisce che secondo gli investigatori la ragazza avrebbe mentito, forse per coprire qualcuno che a seguito dell’omicidio si sarebbe allontanato dalla scena del crimine. Ed infatti, nello zainetto trafugato dopo l’omicidio da Valerio del Grosso e Paolo Pirino, il primo in carcere per essere l’esecutore materiale del delitto ed il secondo accusato di essere complice, vi erano sessantamila euro. Una somma talmente ingente che poteva giustificare un altrettanto ingente acquisto di droga da immettere nelle piazze di spaccio. Il movente dell’omicidio, sarebbe quindi da ricercare, riporta Leggo, nel raggiro che la comitiva, di cui faceva parte Luca Sacchi, avrebbe orchestrato ai grossisti di droga. Il personal trainer potrebbe essere stato, dunque, all’oscuro di tale raggiro.

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