Crollo viadotto sull’autostrada A6: “Oggi non l’avremmo mai costruito così”

Viadotto crollato
Il viadotto crollato sull’autostrada A6 (foto dal web)

L’ingegnere esperto e vicepresidente dell’Ordine di Genova Paolo Costa che ha commentato il crollo del viadotto Madonna del Monte sull’autostrada A6 Torino-Savona.

Stamane fa il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, sulla propria pagina Facebook ha confermato che nessuna persona è rimasta coinvolta nel crollo del viadotto sull’autostrada A6 Torino-Savona. A poco meno di 24 ore dal crollo l’ingegnere Paolo Costa ha rilasciato un’intervista alla redazione de Il Secolo XIX per parlare di quanto accaduto sul tratto autostradale compreso tra Savona e Altare, in direzione Torino.

Crollo viadotto sull’autostrada A6, l’ingegnere Paolo Costa: “La struttura questa volta è innocente, non poteva far altro che cedere

La struttura questa volta è innocente, non poteva far altro che cedere. Quel viadotto è figlio degli anni forse peggiori nella storia delle costruzioni. E oggi non l’avremmo mai fatto così“. Questo il commento dell’ingegnere esperto e vicepresidente dell’Ordine di Genova Paolo Costa che ha commentato il crollo del viadotto Madonna del Monte sull’autostrada A6 Torino-Savona ai microfoni della redazione de Il Secolo XIX. Costa poi prosegue spiegando cosa si accaduto nello specifico nella tarda mattinata di ieri: “Osservando la collina – riporta Il Secolo XIXè piuttosto chiaro che si è ricavata una pila in una via di scorrimento naturale. Questo avrebbe suggerito di non realizzarla proprio, preferendo un ponte di maggiore luce. Oppure, se strettamente necessario, sarebbero state eseguite una serie di indagini approfondite sulle caratteristiche del terreno soprastante, per escludere rischi“. Quello che non veniva fatto negli anni in cui vennero edificate la maggior parte delle autostrade, tra cui quella teatro del crollo: “Eravamo nell’era moderna – prosegue il vicepresidente dell’Ordine di Genova – ma i problemi si sottovalutavano. Una maggiore consapevolezza di certi tipi di rischio, soprattutto nel nostro territorio, ha iniziato a prendere piede dopo l’alluvione del 1970. Sono stati anni non belli. Ci sono decine, forse centinaia di situazione in cui converrebbe demolire invece di tentare di adeguare. Il decennio tra la fine degli anni ’60 e i ’70 è stato un disastro. Contava essere veloci, giravano molti soldi e tanti avevano interesse che fosse così“.

Viadotto crollato
Il viadotto crollato (foto dal web)

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