Vladimir Luxuria parla della morte di un amico: “Sono stata sotto choc per tanto tempo”

Vladimir Luxuria
Vladimir Luxuria (Getty Images)

Dopo lo scontro avvenuto con Vittorio Sgarbi a Live Non è la D’Urso, Vladimir Luxuria ha rilasciato un’intervista ai microfoni de I Lunatici, programma in onda su Radio 2.

Una “chiacchierata storica“, questa la direzione che Roberto Arduini ed Andrea Di Ciancio hanno voluto prendesse l’intervista a Vladimir Luxuria, evitando di parlare di quanto accaduto con Vittorio Sgarbi a Live non è la D’Urso. L’ex parlamentare ai microfoni de I Lunatici, programma in onda su Radio 2, ha parlato del proprio passato e di alcuni episodi drammatici che hanno segnato la sua esistenza.

Vladimir Luxuria dalle minacce alla morte dell’amico: l’intervista a I Lunatici

L’intervista de I Lunatici inizia chiedendo a Vladimir Luxuria quand’è che sarebbe nata: “Corporalmente sono nata Foggia, il 24 giugno del 1965. Poi sono rinata intorno ai quindici anni, quando davanti a un bivio ho scelto di non mentire a me stessa e agli altri, di espormi, di fare dei cambiamenti, di tirare fuori quello che sentivo dentro. Ho preferito percorrere questa strada, tortuosa, più in salita, rispetto a quello dell’ipocrisia. Ma penso di aver imboccato la strada giusta. A volte ci sono delle false serenità, delle false felicità, ma quando – avrebbe proseguito l’attivista Lgbt – nascondi una cosa così importante, finisci per mentire sempre a te stesso e agli altri, bugia dopo bugia“. Luxuria avrebbe poi proseguito dicendo: “Non avevamo modelli di riferimento. C’era una tale mancanza di modelli di riferimento che alla fine ho deciso io di diventarlo. Non si parlava di certe cose, era un argomento tabù. Se ne parlava era solo per parlarne male. Sembrava che quelle come me dovessero essere per forza sfigate, borderline. Pensare che sarei diventata una parlamentare, anche se per poco, sembrava un film di fantascienza. Nonostante tutto posso dire ‘Grazie alla vita’“. Gli intervistatori hanno chiesto poi a Vladimir Luxuria di indicare due notti che hanno particolarmente segnato la sua esistenza. L’ex parlamentare ha risposto dicendo: “Una in negativo è legata alla morte di un amico mentre eravamo in vacanza insieme. Lui ha avuto una meningite fulminante, eravamo all’estero, ho dovuto gestire tutto tra ospedale, corse. E soprattutto ho dovuto informare i genitori. Sentire un urlo di una madre quando devi comunicarle che suo figlio è grave in ospedale è una cosa che non si dimentica. Sono stato sotto choc per tanto tempo. Mi sentivo addirittura in colpa per non aver portato il ragazzo sano e salvo in Italia“. Sarebbero due, invece, gli episodi che Vladimir Luxuria ha voluto indicare in positivo: “Uno quando mi sono laureata con 110 e lode, quando ho  finalmente visto lo sguardo orgoglioso dei miei genitori, e poi quando sono entrata per la prima volta in Parlamento perché sentivo di portare con me tante persone presenti e passate che mi chiedevano di dare loro una voce“. Tra le battaglie storiche dell’ex parlamentare c’è sicuramente quella alla lotta contro lo spaccio al Pigneto a Roma, in merito alla quale Luxuria ha dichiarato: “Io non sono un anti proibizionista. Non dico di legalizzare la droga. Oggi la droga la trovi dappertutto, al Pigneto il problema non era solo legato al fatto che a tutte le ore del giorno si vedevano persone con queste bustine di droga. Ma soprattutto al fatto che nascevano delle contese anche tra diverse organizzazioni; anche in pieno giorno assistevi a questi che spaccavano le bottiglie e si scannavano anche in mezzo alla strada. Era pericoloso. Scene brutte. Io tempo fa li affrontai, sono scesa sotto casa. Alcuni mi minacciarono di morte, altri mi chiesero di inserirli nel mondo della televisione. Poi sono stata chiamata dal Questore di Roma per un incontro privato. Oggi la situazione è più tranquilla, è più vivibile“.

Immancabile una domanda sul futuro e sugli obbiettivi ancora da raggiungere nella lunga battaglia relativa ai diritti della comunità Lgbt: “Non solo avere la forza di non essere scaraventati indietro – afferma Luxuria-ma soprattutto di essere più forti di questo vento di opposizione“. In chiosa non poteva mancare una domanda relativa al rapporto con i genitori ed alla loro reazione quando in una Foggia degli anni ’80 Vladimir Luxuria gli comunicò la sua transessualità: “I miei genitori non hanno mai smesso di amarmi, anche se abbiamo avuto dei litigi. Non era facile accettare così dall’oggi al domani la mia transessualità. Ho avuto un periodo più che di litigi proprio di gelo. Poi per fortuna ci siamo riavvicinati, oggi ho un ottimo rapporto con loro. All’epoca non è stato così facile, non ho solo aspettato che loro si riavvicinassero a me anche io ho fatto dei passi verso di loro“.

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Vladimir Luxuria (foto dal web)

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