Lewis Hamilton in conferenza stampa (Foto Lat Images/Mercedes)
Lewis Hamilton in conferenza stampa (Foto Lat Images/Mercedes)

F1 | Gli umili inizi di Hamilton: “Cosa fece mio papà per permettermi di correre”

Non solo ecologista: Lewis Hamilton è anche attento ai più poveri. Nonostante oggi guadagni una cifra stimata intorno a poco meno di 50 milioni all’anno, il sei volte campione del mondo non ha dimenticato le sue origini umili. Gli inizi della sua carriera furono infatti tanto vincenti agonisticamente quanto complicati economicamente, e l’anglo-caraibico ricorda con grande gratitudine gli sforzi che suo padre Anthony dovette compiere pur di potergli permettere di correre.

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“Avevo un vecchio go-kart arrugginito di quinta mano che comprai da un annuncio sul giornale”, ha raccontato Hamilton ai microfoni del Graham Norton Show su Bbc. “Era talmente malridotto che alla mia prima gara, a Rye House, lo guardavano tutti. Ma mio papà mi diceva sempre di lasciare che parlasse la pista, ed è quello che feci. Le mie prime gare le vinsi e mi piacque così tanto che mio papà mi promise che, se mi fossi impegnato a scuola, avrebbe fatto tutto il possibile per continuare a farmi correre. Faceva quattro lavori per potermi pagare il pieno di benzina e i treni di gomme. A volte quando rientravo da scuola ed ero pronto a correre mi diceva che i soldi non bastavano per quel weekend, magari ce l’avremmo fatta per la gara successiva. Io sono quello sotto i riflettori, ma il vero eroe è mio padre: se non avesse lavorato così tanto e se non fossi stato messo sotto contratto a tredici anni da Ron Dennis, allora non sarei qui davanti a voi, avrei fatto un lavoro diverso”.

Hamilton: “Solo i ricchi possono correre in F1”

Oggi, però, gli aspiranti piloti che si affacciano alle corse provenendo, come lui, da famiglie non agiate incontrano difficoltà decisamente superiori, spesso addirittura insormontabili. “La situazione è peggiorata di molto”, spiega il portacolori della Mercedes. “Mio padre spese qualcosa come 23 mila euro e aprì numerose ipoteche sulla nostra casa nei primi anni della mia carriera. Ma oggi l’automobilismo è diventato così caro che poche famiglie operaie possono permettersi di salire tutti i gradini: ci riescono solo quelle ricche e benestanti. Voglio spendermi in prima persona in tal senso e lavorare insieme alla Fia e alla Formula 1, perché possono fare di più per aprire le porte e diminuire i costi”.

Il rischio, insomma, è che la F1 si trasformi in uno sport esclusivo, d’elite, e Hamilton vuole fare il possibile per evitare questa deriva: “Guardate al calcio o al tennis: lì esistono dei vivai. Ho un amico che era quasi arrivato in Formula 1 ma è stato scavalcato da un ragazzo ricco e ha perso la sua opportunità. Voglio fare qualcosa”.

Lewis Hamilton indossa il suo casco (Foto Steve Etherington/Mercedes)
Lewis Hamilton indossa il suo casco (Foto Steve Etherington/Mercedes)