Sylvester Stallone figlio morto | la grave tragedia della star di Hollywood FOTO

Sylvester Stallone figlio morto
Sylvester Stallone figlio morto FOTO tuttomotoriweb

Sylvester Stallone figlio morto: il celebre attore che ha dato il volto a Rambo ed a Rocky descrive il dolore più grande che un genitore possa vivere.

Il celebre attore Sylvester Stallone parla del figlio morto. Si chiamava Sage ed è morto all’improvviso a soli 36 anni a causa di un arresto cardiaco. Per un genitore non potrebbe esserci una situazione più tremenda di questa da affrontare. Il giovane, nato nel 1976, morì il 13 luglio del 2012 lasciando l’interprete di Rocky e Rambo distrutto. A distanza di 7 anni, il divo di Hollywood continua a rendere omaggio al figlio. In alcune interviste Stallone ha ricordato come la nascita di Sage seppe cambiargli la vita in meglio, responsabilizzandolo. Quando era ancora un bambino, l’attore lo iniziò alla boxe e gli trasmise anche il suo amore per gli animali, per i cani in particolare. Sage morì per via di un attacco di cuore indotto dall’aterosclerosi, una patologia contraddistinta dall’insorgere di placche che minano l’efficacia del sistema cardiocircolatorio.

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Sylvester Stallone figlio morto, il ricordo della star di Hollywood

Il 36enne era il primogenito di Sylvester Stallone, che ricorda il figlio morto in ogni momento. C’è da dire che il giovane aveva avuto problemi di tossicodipendenza. Alla stampa la star hollywoodyana ha sempre chiesto comprensione. “Per un genitore non c’è dolore più grande di vedere morire il proprio figlio. Imploro tutti di rispettare la memoria di Sage, che era un attore ed un regista talentuoso. Fatelo anche per sua madre Sasha. Resteremo con il cuore affranto per il resto della nostra vita. I due realizzarono il poster di ‘Rocky V’ nel 1990, con l’attore che si impegnò a recuperare il rapporto con Sage, caratterizzato inizialmente dal divorzio con sua madre. Quanto vissuto da Stallone deve fare da monito per chiunque altro si ritrovi suo malgrado nella stessa, triste situazione.

Sbagliato chiudersi in sé stessi

Lui parla spesso del figlio defunto, e lo fa comunque con la gioia accesa da bei ricordi vissuti insieme. Dovrebbe essere sempre così. Dovrebbe sempre accadere che il pensiero di quanto di bello vissuto insieme vinca sul dolore. E soprattutto sulla repressione del male che un genitore senza figlio porta dentro di se. Il silenzio non è di aiuto, così come il sentirsi colpevole di qualcosa che è più grande di noi. Bisogna aiutare sé stessi in circostanze simili, e ricordare solo il bello che un figlio ha portato nella nostra vita, anche se non è più fisicamente accanto a noi. Perché lo sarà sempre nella memoria.

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