In Italia è corsa ai contanti. La paura frena gli investimenti

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Monete (foto Pixabay)

In Italia è corsa ai contanti. La paura frena gli investimenti e incentiva l’accumulo di liquidità. In questi giorni Il Sole 24 ore ha titolato: “L’Europa in un mare di liquidità” facendo riferimento proprio al fatto che nel vecchio continente la paura induce a evitare immobilizzazioni.

Sebbene pensiamo sempre che l’Italia sia povera o impoverita dalla situazione econimica globale, in realtà la mancanza di liquidità riguarda lo Stato: le famigie sono terze per quantitativo di denaro versato nei conti correnti o comunque presso gli istituti bancari e seconde per proprietà immobiliari.

In Italia è corsa ai contanti, quindi. Subito dopo l’investimento preferito nel nostro paese rimane il mattone. Questo accade principalmente per paura che frena gli investimenti finanziari.

Secondo il report di Banca d’Italia e Istat l’80% degli italiani vive in case di proprietà e la ricchezza delle famiglie italiane globalmente considerate è superiore a quella delle famiglie francesi o tedesche.

Tuttavia, la predisposizione a conservare il denaro “sotto il materasso” non è solo nostrana bensì riguarda anche il resto dell’Europa. Di qui il titolo dedicato dal principale quotidiano economico italiano: “Europa in un mare di liquidità”. Infatti, secondo l’European banking authority, i depositi sui conti correnti o fondi liquidità nelle banche dell’Eurozona di famiglie e imprese sono per la prima volta oltre i 10mila miliardi di euro, ovvero una somma superiore ai due terzi del Pil. In Italia i depositi a vista superano i 1.400 miliardi, pari a circa l’80% del Pil.

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Non aver investito in questi anni significa aver perso il 30% in termini di potere d’acquisto.

La corsa ai contanti però nel lungo periodo non è un comportamento finanziariamnete parlando positivo visto che l’inflazione generata nell’Eurozona dal 2000 ad oggi è pari al 30% il che significa che chi non ha investito denaro, lasciandolo a giacere nei forzieri delle banche, da allora ha perso in termini di potere d’acquisto il 30% delle proprie somme.

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Portafogli e pantaloni (foto Pixabay)