Le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc al Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Ferrari)
Le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc al Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Ferrari)

F1 | Vettel o Leclerc, di chi è la colpa dello scontro? Parlano gli addetti ai lavori

Lo scontro fratricida tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc nel Gran Premio del Brasile è un concorso di colpa. Questo è il punto di vista prevalente tra gli addetti ai lavori in Formula 1, che a freddo sono tornati ad analizzare il momento più decisivo e discusso della gara di Interlagos.

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Come di consueto a fornire l’opinione più schietta e diretta è stato Jacques Villeneuve: “Secondo me la colpa è di entrambi”, ha sottolineato il campione del mondo 1997 ai microfoni di Sky Sport. “Leclerc è stato troppo aggressivo e Vettel non avrebbe dovuto immediatamente chiudere la porta quando superava il suo compagno di squadra. Hanno entrambi commesso un errore, peraltro inutile perché stavano lottando al massimo per il terzo posto. Credo che volessero solo dimostrare chi di loro due era il migliore. Vettel e Leclerc sono liberi di lottare tra loro, ma non dovrebbero abusare di questa libertà”.

Dell’idea che non ci sia un responsabile prevalente per il botto è anche l’ex pilota della Rossa Rubens Barrichello, presente in visita nel paddock di San Paolo domenica: “Si è trattato di un malinteso tra i due piloti e di un giorno triste per la Ferrari”, ha commentato Rubinho al quotidiano tedesco Bild.

Problemi di spogliatoio in Ferrari

Non si vuole avventurare invece nella ricerca delle colpe Ross Brawn, ex direttore tecnico del Cavallino rampante e ora responsabile sportivo della Formula 1. Il quale, però, si concentra sul comportamento dei due ferraristi, che potrebbe migliorare nel senso di una maggiore onestà nell’ammissione dei loro errori.

“Non mi voglio avventurare sulle opinioni in merito a chi sia più colpevole della collisione”, ha spiegato nel suo consueto debriefing post-gara, “ma, a freddo, sarebbe buono se uno di loro seguisse l’esempio di Hamilton e ammettesse immediatamente le colpe, come ha fatto il campione con l’incidente con Albon. Se la Ferrari vuole davvero mettere fine al dominio della Mercedes, non deve solo dare ai suoi piloti una macchina più competitiva l’anno prossimo, ma anche assicurarsi che incidenti come questi non si ripetano. La Formula 1 è uno sport di squadra, soprattutto a Maranello”.

Ora quindi sta al team principal Mattia Binotto, che ieri si è incontrato con i suoi piloti e l’amministratore Louis Camilleri in una riunione di crisi a Maranello, far passare ai propri portacolori un messaggio chiaro: pensare al bene della squadra. “Se prima della pausa estiva le tensioni erano esplose, poi nello spogliatoio della Ferrari le cose sembravano essersi calmate”, ha aggiunto Brawn. “Ma ora Mattia Binotto ha il duro compito di riportare la situazione sul binario giusto e lo ha detto fin dalle interviste dopo-gara. Si è dovuto esporre e ha detto ai piloti di affrontare le loro responsabilità, che a Maranello significa sempre mettere l’interesse del team davanti a quello individuale. Nella gara di domenica non è stato così”.

Sebastian Vettel dopo l'incidente tra le due Ferrari al Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Douglas Magno/Afp/Getty Images)
Sebastian Vettel dopo l’incidente tra le due Ferrari al Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Douglas Magno/Afp/Getty Images)