La Mercedes di Lewis Hamilton in pista nel Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Lat Images/Mercedes)
La Mercedes di Lewis Hamilton in pista nel Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Lat Images/Mercedes)

F1 | L’ombra del complotto sulla Mercedes: “Hanno rallentato apposta?”

A far discutere nel Gran Premio del Brasile di domenica scorsa sono stati soprattutto gli incidenti, quello fratricida tra le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc e quello tra Lewis Hamilton e Alexander Albon, entrambi risultati decisivi per il podio finale. Eppure, sulla gara di Interlagos che si è conclusa con una storica doppietta dei motori Honda (vittoria per la Red Bull di Max Verstappen, secondo posto per la Toro Rosso di Pierre Gasly), ora si allunga anche l’ombra del complotto.

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A sollevare questi sospetti è un ex pilota di Formula 1, il finlandese JJ Lehto. “Ricordate che la Mercedes aveva già vinto entrambi i campionati del mondo, quindi non aveva bisogno di vincere”, ha sottolineato ai microfoni del quotidiano finnico Italehti. “Questo potrebbe significare che hanno ridotto la loro potenza in modo da far apparire più forti gli avversari”.

Mercedes depotenziata in Brasile?

Insomma, l’ipotesi clamorosa è quella che la Mercedes abbia depotenziato apposta le sue monoposto, in modo da lasciare un contentino alla concorrenza, anche in questa stagione annichilita dall’invincibile armata anglo-tedesca, a tutto vantaggio dell’immagine loro e dell’intero Mondiale a quattro ruote.

L’idea complottista sembra sorta nella mente di Lehto quando ha visto la Toro Rosso motorizzata Honda di Gasly staccare la Mercedes di Hamilton in accelerazione: “Mi aspettavo decisamente che Hamilton uscisse meglio dall’ultima curva, grazie alle sue gomme fresche, prendesse la scia e superasse facilmente Gasly”, ha proseguito l’ex pilota. Invece, così non è successo: “Il passo di Hamilton era davvero lento sul finale di gara. E il fatto che la Toro Rosso fosse più veloce di lui è stato davvero sorprendente. Ci potrebbe essere dietro una teoria del complotto?”.

Difficile affermarlo con sicurezza. L’unica certezza è che, nel corso di questo campionato 2019, le differenze tra i quattro motoristi attivi in F1 (Ferrari, Mercedes, Honda e Renault) sembrano andate appiattirsi. “Trovo positivo il fatto che abbiano tutti compiuto dei miglioramenti significativi: in particolare la Honda ha fatto un grosso salto in avanti”, ha spiegato Lehto. “La situazione si è livellata, ogni costruttore ha trovato più potenza, guidabilità e affidabilità. Questo è un buon segno in vista della prossima stagione”.

La Ferrari punta sulla curva

Un discorso a parte, naturalmente, va fatto per la Ferrari, travolta nelle ultime settimane da una valanga di polemiche sulle presunte irregolarità del suo propulsore, che sarebbero state neutralizzate dalle ultime direttive tecniche diramate dalla Federazione. Una versione, complottista anch’essa, che i vertici di Maranello continuano a smentire categoricamente: il team principal Mattia Binotto sostiene infatti che il vantaggio di velocità di punta sul rettilineo apparentemente smarrito dalla Rossa dipende dalla scelta di un assetto aerodinamico che ha favorito la velocità di percorrenza in curva.

“Certamente la Red Bull e la Honda sono andate forte”, ha ammesso il boss del Cavallino rampante, “sia sul giro che sul dritto. Dovremo analizzare questi dati, ma se guardo il confronto tra noi e loro, penso che fosse sostanzialmente alla pari in condizioni di aderenza limitata. Lo stesso vale per la velocità di punta sul rettilineo in termini di limitazioni di potenza. Questo dimostra che noi della Ferrari ci stiamo muovendo in una direzione diversa sull’assetto, per avere più vantaggi in curva”.

La Mercedes di Lewis Hamilton in lotta con la Red Bull di Max Verstappen al Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Lat Images/Mercedes)
La Mercedes di Lewis Hamilton in lotta con la Red Bull di Max Verstappen al Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Lat Images/Mercedes)