Caterina Balivo, la confessione dell’ospite: “ero timido e sfigatello”

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Caterina Balivo raccoglie a Vieni da me la confezzione a sorpresa del suo ospite: “ero un bambino timidpo e sfigatello. I miei genitori mi volevano prete”.

Nuova confessione raccolta da Caterina Balivo all’interno del suo programma Vieni da me. Ogni giorno, la conduttrice di Raiuno accoglie i vip che si lasciando andare a dichiarazioni inedite sulla propria carriera e vita privata. Stavolta, a raccontarsi è stato Arturo Brachetti.

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Caterina Balivo, la confessione di Arturo Brachetti: “ero un bimbo timido e sfigatello. I miei genitori mi volevano sacerdote”

Il racconto di Arturo Brachetti comincia dall’infanzia. “Tutto iniziò quando a 5 anni i miei genitori mi regalarono un teatro delle marionette. Da piccolo ero molto timido, fui bullizzato da piccolo. I miei mi avevano messo in seminario sperando che diventassi prete. E invece mi divertivo sempre a fare giochi di prestigio e Don Silvio mi regalò un libro di magia invitandomi a seguire la mia vocazione. Oggi ancora vedo Don Silvio con cui facciamo degli spettacoli per beneficenza”, ha raccontato.

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Il racconto, poi, continua: “Rimasi in stazione per 20 minuti perché c’era la metro e non capivo nulla di dove dovessi andare per salirci. All’audizione mi chiesero quanto tempo ci mettevo a cambiarmi, risposi 4 secondi lui Jean Marie Riviere non ci credeva e rimase sconvolto perché ero l’unico al mondo in quegli anni a fare così”. Da quel momento la sua carriera decollò e arrivò in Italia nel 1980 nel programma Che Combinazione, presentato da Rita Pavone. “Anni dopo andai in Gran Bretagna dove andai in scena con una mia produzione. Un mio spettacolo fu visto anche la famiglia reale inglese. Tornato in Italia, feci lo show “Al Paradise”, trasmesso sulla Rai”.

Infine, ricorda Antonello Falqui, scomparso venerdì: “Era il minimo che potevo fare. Io avevo visto in tv Al Paradise, pensai che per tornare in Italia poteva essere lui ad ospitarmi. Lo chiamai e mi invitò a casa sua, gli dissi che avrei voluto essere ospitato e in quattro mesi dovetti preparare 10 numeri. Grazie Antonello per avermi scoperto e per aver scoperto decine di altri artisti, per averci fatto brillare. Da lui ho ereditato il perfezionismo, era meraviglioso”.

arturo brachetti