reddito di cittadinanza
Carta Poste italiane (foto Ansa)

Il reddito di cittadinanza dovrebbe servire come strumento di riduzione della povertà eppure molti sono gli eslcusi, in base a un recente report della Caritas che evidenzia effetti davvero paradossali e inaspettati: ecco chi ci rimette.

Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno al reddito che dovrebbe servire a migliorare le condizioni di chi non ha un reddito sufficiente a sostenere i costi ordinari della vita quotidiana.

Tuttavia, da un lato sono in aumento i cosiddetti ‘working poor‘ cioè le famiglie il cui “capofamiglia” lavora come operaio, dall’altra il reddito di cittadinanza esclude alcune categorie con un effetto paradossale: ecco chi ci rimette.

Del totale dei c.d. “working poor” risulta essere povero in termini assoluti il 12,3%, dato inquietante se raffrontato a quello di 11 anni fa: nel 2008 i poveri assoluti erano “solo” l’1,7 %.

Il reddito di cittadinanza da poco introdotto non ha cambiato le cose. Infatti, secondo il report di Caritas Povertà ed esclusione sociale, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, sono svantaggiati proprio i soggetti più bisognosi di sostegno al reddito: i nuclei con 5 e più componenti e quelli con figli minori. Questo accade perchè ricevono un aumento meno che proporzionale rispetto ai soggetti “singoli”. Questi utlimi ricevono un contributo superiore alla soglia di povertà, mentre le famiglie con 4 e più ricevono un importo sempre inferiore alla soglia di povertà.

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La povertà è un problema dilagante in Italia:

Il reddito di cittadinanza per ora, quindi, non ha prodotto i risultati sperati.

A essere esclusi dal reddito di cittadinanza sono in molti: anzitutto 87 mila nuclei di stranieri extra Ue che non rispettano il criterio della residenza di 10 anni richiesto, i senza dimora nonché i restanti poveri assoluti che non rispettano il criterio di residenza e quelli che non rispettano i criteri di reddito e patrimonio.

Attualmente queste fasce della popolazione corrispondono a 5 milioni di poveri assoluti cioè l’8,4 % della popolazione e il 7% dei nuclei famigliari.

Numeri tutt’altro che rassicuranti soprattutto se rapportati a quelli di 11 anni fa: dal 2007, infatti, il tasso di poveri assoluti rispetto al totale della popolazione è aumentato del 181% (e del 121% rispetto alle famiglie).

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Mani con monete (foto Pixabay)