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Marco Bocci ospite della trasmissione Verissimo, ha parlato del suo primo film da regista: A Tor Bella Monaca non piove mai, film la cui prima al cinema sarà il 28 novembre.

Marco Bocci si è raccontato ai microfoni di Verissimo: ospite di Silvia Toffanin ha parlato della sua prima opera da regista A Tor Bella Monaca non piove mai, film, tratto da un suo romanzo, la cui prima al cinema sarà proiettata il 28 novembre. Bocci tra il racconto del suo esordio e quello del proseguo della sua brillante carriera ha emozionato il pubblico in studio e da casa.

Marco Bocci, non solo attore: la sua prima avventura da regista

Marco Bocci, noto attore umbro ed amatissimo dal pubblico, è stato ospite del programma Verissimo condotto da Silvia Toffanin ed andato in onda ieri, sabato 16 novembre, su Canale 5. Durante l’intervista Bocci ha parlato di come abbia avuto inizio la sua carriera da attore, partita quando era uno studente di architettura e di come abbia raggiunto il successo lavorando costantemente, “come un matto” avrebbe affermato lui stesso. Ha poi parlato della sua prima esperienza da regista con il film A Tor Bella Monaca non piove mai la cui prima al cinema è prevista per il 28 novembre.

Un agitato Marco Bocci quello presentatosi al pubblico di Verissimo, il quale ha spiegato il motivo di così tanta emozione: “Mi sento sempre carico sicuro, non è la prima volta che vengo da te (riferendosi a Silvia Toffanin, ndr) e mi sento sempre a casa.  In questa veste sono molto più agitato e ti spiego perché: ho raccontato in questo film, in questo libro -anche perché il film è tratto da un romanzo che ho scritto io- una storia che naturalmente parla anche un po’ di me. Parla di temi e problematiche, ma temi soprattutto che mi stano molto a cuore, quindi è come se mi fossi messo allo scoperto, a nudo“. Così ha esordito Marco Bocci parlando con Silvia Toffanin del suo primo lavoro da regista. Partito da attore, divenuto scrittore per passione ed infine diventato brillante registra realizzando un film, l’attore umbro ha affermato che sin da bambino aveva il pallino della scrittura e che alle scuole superiori, nonostante frequentasse l’istituto per geometri, si dedicava spesso alla stesura delle proprie opere, durante le ore di matematica e disegno.

L’intervista a Marco Bocci prosegue con la messa in onda di un servizio che ha particolarmente colpito l’attore, ossia quello relativo al racconto del suo esordio. Determinante un incontro, quasi come se fosse stato un segno quello con Giorgio De Virgilis, attore ligure trasferitosi in Umbria, che fu il suo maestro facendolo avvicinare al teatro. Marco Bocci che per un periodo ha studiato architettura all’università, sognava sin da piccolo il palcoscenico, tanto da iniziare con incommensurabile determinazione la propria gavetta. “Ho lottato come un matto per riuscire a fare questo lavoro: e ce l’ho fatta” ha ammesso. La sua prima serie è stata Romanzo criminale e tre anni dopo ha ricevuto la sua consacrazione ad attore di grande fama con l’interpretazione del vicequestore Domenico Calcaterra nella fiction Squadra Antimafia Palermo Oggi.

A Tor Bella Monaca non piove mai: un film che parla delle periferie italiane

Nel corso della sua intervista, maggiormente incentrata sul suo nuovo film in uscita nelle sale il 28 novembre, Bocci ha affermato che quella di divenire regista è stata una necessità; aveva bisogno di esprimersi e di raccontare una storia che fosse proprio la sua. Il suo film gli ha dato la possibilità di raccontare le difficoltà di persone fragili e di toccare temi che a lui stanno particolarmente a cuore. Marco Bocci è cresciuto, come affermato da lui stesso, nei circuiti automobilistici: amante della velocità, quindi, da ragazzo il suo sogno era divenire pilota, ma di aerei, quando si rese conto che avrebbe voluto esserlo di automobili era ormai troppo tardi, ma soprattutto era ormai un attore. Questa sua passione non è sfuggita alla cinepresa del suo film all’interno del quale, infatti, è stata inserita una scena di Formula 1.

Un sogno, quello di divenire regista che da ben 15 anni teneva chiuso in un cassetto e che finalmente è riuscito a realizzare. Bocci ha raccontato a Silvia Toffanin che il primo giorno sul set è stato fantastico: l’attore, oggi regista, ha affermato di aver fatto un discorso al proprio cast, perché si era accorto sin da subito che tutti erano pronti a dargli l’anima e lui voleva ringraziarli dal più profondo del cuore. Per Bocci, quello di A Tor Bella Monaca non piove mai è stato il set più bello della sua vita. Una storia che racconta i drammi e le disperazioni delle periferie di tutta Italia, che parla della storia di una famiglia all’interno della quale viene a mancare un caposaldo, la nonna che con la sua pensione provvedeva al sostentamento di tutti gli altri membri del nucleo familiare. Da quale momento tutti hanno dovuto cercare un’alternativa: avventure che sono alla base della dinamica del film. Ma cosa significa il titolo del film, ha chiesto la Toffanin in chiosa all’intervista. L’attore e regista ha spiegato che il protagonista della pellicola, Maurizio ogni volta che era in difficoltà si guardava intorno, cercando di capire se ci fosse una pattuglia della polizia ed a Roma, afferma l’attore, quando c’è la polizia si dice “piove, piove, piove“. Siccome quando il protagonista si trovava nel suo quartiere non vedeva mai polizia da lì è nato il nome del film. Bocci ha concluso dicendo che alla prima del suo film andrà in compagnia della moglie Laura Chiatti.

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Laura Chiatti e Marco Bocci (foto dal web)

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