MotoGP, Lorenzo: “Volevo restare in Ducati. Rossi? Amore e odio”

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Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (Getty Images)

Jorge Lorenzo oggi ha scioccato tutti con l’annuncio del ritiro dalla MotoGP. È vero che la voce era già circolata tempo addietro, ma si pensava fosse uno dei classici rumors che escono quando un pilota over 30 ha delle difficoltà.

La crisi in cui il maiorchino era sprofondato era sicuramente grande e non si intravedeva la luce in fondo al tunnel. Qualcuno pensava che avrebbe aspettato almeno di provare la nuova Honda nel test di Valencia, invece ha deciso di annunciare già oggi l’addio alle corse. Era commosso in conferenza stampa e tutte le persone presenti lo erano a loro volta.

MotoGP: Lorenzo tra ritiro, Rossi, Ducati e il resto

Lorenzo ha rilasciato una bella intervista a Sky Sport MotoGP ed è tornato a commentare la scelta di optare per il ritiro: «Una parte di me è triste, faccio questo lavoro praticamente da 30 anni. L’adrenalina della competizione e del voler vincere mi mancherà tanto. Però l’altra parte di me si sente libera e felice, perché non sentirà più la pressione. Nella vita ci sono anche altre cose oltre alle gare».

Il cinque volte campione del mondo ha descritto come sono andare le cose in questo suo difficile 2019 nel team Repsol Honda: «Il mio percorso in Honda è cominciato male con la lesione dello scafoide in inverno. Sono arrivato in Qatar in condizione fisica non buona. Poi mi sono fatto male ancora e in generale la moto non mi piaceva. Con la Honda 2019 non avevo confidenza soprattutto all’anteriore e non c’è stata granché evoluzione della performance. Abbiamo comunque continuato a lavorare e alla fine quando sembrava che ce la stessi facendo sono arrivate le cadute di Montmelò e Assen. Senza quelle due cadute sarei riuscito a continuare un altro anno per provarci. Purtroppo non ce la faccio, se non posso lottare per qualcosa di importante non riesco ad essere motivato a dare il massimo».

A Jorge viene chiesto della possibilità di provare la Honda 2020 prima di decidere del ritiro. Replica così: «Un mese dopo Assen ho parlato con Puig e gli ho detto che avrei cercato di ritrovare la motivazione e anche di capire la moto maggiormente. Però col passare delle gare non ho trovato gli stimoli necessari. Marc e Cal hanno provato la Honda 2020 senza sentire un grande miglioramento nelle cose che io volevo. Dunque non avevo aspettative e speranze che mi spingessero a restare un’altra stagione».

Il maiorchino risponde anche sul tema Ducati, visto che probabilmente se fosse rimasto lì oggi lo scenario sarebbe differente: «Dopo è sempre più facile parlare. Se non avessi lasciato la Yamaha, se avessi vinto un mese prima della gara del Mugello… Sicuramente le cose potevano essere diverse. Io comunque rifarei la scelta del 2016, tutti sanno che io poi volevo rimanere in Ducati per provare a vincere il titolo. Il 2018 all’inizio fu difficile, successivamente ce l’ho fatta ma troppo tardi e loro avevano già preso una decisione. Comunque non ho rimpianti, poteva andare meglio ma anche peggio».

Inevitabile interpellarlo sul rapporto con Valentino Rossi, suo compagno per diversi anni in Yamaha: «Io e lui ci amiamo quando siamo lontani, mentre quando siamo molto vicini passiamo all’odio perché siamo molto competitivi. Adesso che lottiamo distanti è meglio, ma in Yamaha era difficile ed è normale che sia così. Siamo qui per vincere».

Lorenzo spiega che il rapporto con la Honda è stato buono, nonostante le tante difficoltà avute nel corso della stagione: «Mi hanno trattato bene, sostenendomi sempre e spingendomi a continuare. Ho scelto io di ritirarmi e mi dispiace averli delusi. Purtroppo la moto non è naturale per il mio stile di guida, invece Marquez vince e lui ovviamente è la priorità seguendolo. Io stesso ero il punto di riferimento in Yamaha e Ducati. La fabbrica punta al pilota che vince, Marc ha uno stile particolare e credo vincerebbe mondiali con tutte le moto».

Al 32enne di Palma de Maiorca viene anche chiesto se sia possibile un futuro ripensamento e un ritorno alle corse: «Da lunedì credo sarò più rilassato, libero e felice. A me piace correre, ma per vincere e non senza motivo. Ritiro definitivo? In questo momento sì, poi nella vita mai dire mai. Al 99% non ritornerò, c’è un 1% che non si sa…».