Mario Biondo, la madre: “Lo hanno ammazzato, non ci sono altre alternative”

Mario Biondo
Mario Biondo e la madre Santina

Ospiti al programma I fatti vostri, i genitori di Mario Biondo hanno parlato del caso svelando nuovi particolari emersi dalla terza autopsia sul corpo del cameraman.

I genitori di Mario Biondo, il cameraman ritrovato senza vita nel maggio del 2013 all’interno dell’appartamento dove viveva con la moglie a Madrid, sono stati ospiti della trasmissione Rai I fatti vostri. Santina D’Alessandro e Pippo Biondo in studio hanno ripercorso alcune tappe delle indagini svelando anche alcuni retroscena. Poche settimane fa sono arrivati anche i risultati della terza autopsia effettuata sul corpo del giovane cameraman siciliano che avrebbero portato a nuove incongruenze alimentando i dubbi della famiglia Biondo.

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Santina D’Alessandro e Pippo Biondo, genitori di Mario Biondo, sono stati ospiti alla trasmissione Rai I Fatti vostri condotta da Giancarlo Magalli. Santina ha iniziato l’intervista commentando i risultati della terza autopsia arrivati poche settimane fa: “Il terzo esame ha fatto emergere un fatto nuovo e importante che noi e i nostri periti avevamo segnalato: il colpo che Mario aveva subito sulla tempia sinistra. Un segno che è risultato essere più ‘vitale’ dal segno sul collo, un colpo forte. In questa nuova autopsia, i CTU attribuiscono questo colpo ai movimenti che si hanno durante la fase di asfissia. Mario avrebbe sbattuto la testa ma non si sa dove, perché all’altezza della fronte non c’è una mensola, non c’è nulla. E poi in una fase asfittica i movimenti avrebbero fatto cadere le piume, la brochure e tutti gli oggettini che si trovavano sulla libreria. Le foto della morte (mandate in onda durante la trasmissione Le Iene, ndr) hanno tolto ogni dubbio a chi pensava si trattasse di suicidio, è omicidio“. La madre del cameraman siciliano poi ha aggiunto: “Nel corso del nuovo esame sono stati effettuati anche accertamenti sui capelli su tutte le sezioni e Mario è risultato negativo alla cocaina. Non era un abituale consumatore di cocaina”. I genitori poi proseguono spiegando che Mario non aveva mostrato nessun segno che potesse far pensare ad un suicidio, anzi si era comportato normalmente sino al giorno prima della morte: “Il 16 maggio, due settimane si erano recati presso una clinica per l’inseminazione artificiale, che era stata fissata per il 5 giugno. Nelle foto del ritrovamento -spiegano i genitori- infatti si vedono i farmaci che le donne prendono quando si preparano ad una gravidanza. Non c’era movente per un suicidio. La sera prima di morire, Mario aveva chattato con la sorella ed era felice perché noi saremmo andati a trovarlo a Madrid, ci aveva comprato i biglietti. La settimana prima aveva estinto il suo debito con l’American Express quella sera aveva speso 850 euro per far revisionare la sua moto. Ditemi voi se una persona che ha intenzione di suicidarsi pensa a queste cose. Noi non siamo dei pazzi: l’omicidio, come il suicidio, deve essere dimostrato -proseguono i genitori del cameraman- e in questi anni il suicidio non ce l’hanno mai dimostrato. Le autorità spagnole non si muovono dalla tesi del suicidio, ma il medico legale spagnolo è indagato per aver dichiarato il falso“. Tornando sul rapporto tra Mario e la moglie Raquel Sanchez Silva, famosa conduttrice spagnola, la madre ha spiegato: “Dalla perizia informatica, leggendo i vari messaggi che Mario aveva salvato nel computer, abbiamo scoperto che tra lui e Raquel c’erano degli attriti però Mario a noi non ha mai detto nulla, non voleva che noi ci preoccupassimo. Non erano mai emersi segni di depressione o problematiche, mio figlio non era depresso aveva sempre una soluzione ad ogni problema“.

Tornado sulla tesi del suicidio, Santina è sicura e spiega al conduttore Giancarlo Magalli: “Lo hanno ammazzato mio figlio, non ci sono altre alternative. Chi poteva avere interesse a farlo? Persone intorno a lui. Mio figlio non aveva avuto problemi con la giustizia e non si era fatto nemici, io sono convinta che magari Mario avesse scoperto qualcosa di molto grave che avrebbe potuto rovinare la vita di qualcuno. E questo qualcuno si è mosso bene mettendo in scena questo finto suicidio. Non si vuole arrivare alla verità. Spero che il sostituto procuratore che ha in carica il caso possa considerare quello che c’è scritto e prendere in considerazione quello che c’è dietro, i vari interrogatori anche effettuati in Spagna. La moglie, nella prima rogatoria ha detto delle cose non accettabili, non congruenti, non palesemente vere. Nel secondo interrogatorio, poi ha detto una sfilza di ‘non ricordo’, preoccupandosi solo della sua reputazione perché erano venute fuori cose della sua vita. Non si è mai preoccupata di quanto è accaduto al marito, un ragazzo di 30 anni bello e pieno di vita. Non è mai stata dalla nostra parte, anzi si è adoperata per bloccarci. Abbiamo chiesto due volte di riaprire il caso in Spagna e lei si è opposta. Ha dichiarato che mio figlio era un drogato e anche questa tesi è stata smentita. Perché lo ha fatto? Noi non ci fermiamo -conclude Santina commossa- che sia ben chiaro. Siamo pronti ad affrontare altre spese, chiederemo anche aiuto ai nostri amici di Facebook. Mio figlio merita giustizia“.

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