Ex eurodeputata Lara Comi
L’ex eurodeputata Lara Comi (foto dal web)

Lara Comi, ex eurodeputata di Forza Italia, è finita agli arresti domiciliari nell’ambito del secondo filone d’inchiesta Mensa dei poveri. Ai domiciliari anche l’ad dei supermercati Tigros e il dg di Afol Metropolitana

L’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi è stata arrestata e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. Ai domiciliari anche l’amministratore delegato dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni, mentre il dg di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale è finito in carcere. Ad eseguire le ordinanze di misura cautelare, firmate dal gip Raffaella Mascarino nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta ribattezzata Mensa dei poveri, sono stati i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano insieme ai colleghi di Busto Arsizio. Le accuse per gli indagati sono, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

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Secondo filone d’inchiesta Mensa dei poveri: ai domiciliari l’ex eurodeputata Lara Comi

Corruzione, finanziamento illecito e truffa, queste sono le accuse a vario titolo che hanno portato il gip Raffaella Mascarino a firmare tre ordinanze di misura cautelare, due ai domiciliari ed una in carcere, nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta ribattezzata Mensa dei poveri. Agli arresti domiciliari sono finiti l’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi e l’amministratore delegato dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni, mentre le porte del carcere si sono aperte per Giuseppe Zingale, il direttore generale di Afol Metropolitana, azienda accreditata presso la Regione Lombardia che fornisce servizi per la formazione, l’orientamento ed il lavoro. Le tre ordinanze appartengono al secondo filone di indagine, dopo il primo che nello scorso maggio, come riporta la redazione dell’agenzia stampa AdnKronos, aveva coinvolto 43 persone, tra cui alcuni esponenti politici. Come riporta AdnKronos, tra gli episodi contestati all’ex eurodeputata vi sarebbe un finanziamento illecito erogato dall’imprenditore bresciano Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e già indagato nei mesi scorsi. Nel dettaglio il nuovo filone d’indagine, scrive AdnKronos, riguarderebbe le modalità con cui l’imprenditore si sarebbe attivato per ottenere il cambio di destinazione urbanistica di un’importante area per costruire al suo interno un’attività commerciale e l’ottenimento di incarichi fittizi di consulenza da parte di professionisti ed imprese, conferiti da alcune società a partecipazione pubblica, in cambio della retrocessione agli indagati di una parte dell’incasso. Inoltre l’indagine contesta agli indagati anche i reati di truffa ai danni del bilancio dell’Unione Europea per alcuni contratti fittizi stipulati per mansioni di collaborazione con spese a carico del Parlamento europeo, di cui una parte del denaro liquidato sarebbe finito a favore degli indagati, e l’emissione di fatture false.

Nell’ordinanza firmata dal gip nei confronti dell’ex eurodeputata si legge: “Nonostante la giovane età – riporta AdnKronosLara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel far ricorso ai diversi collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche, all’incameramento di finanziamenti illeciti“. Commessi secondo il gip “attraverso la retrodatazione di quota parte degli esborsi erogati per lo svolgimento di consulenze, attraverso l’ingiustificato aumento di emolumenti di cui chiede il rimborso all’ente di appartenenza, attraverso la predisposizione di consulenze fittizie attraverso la cui remunerazione mascherare l’ottenimento di finanziamenti illeciti“. L’ex eurodeputata avrebbe inoltre, secondo il giudice per le indagini preliminari, mostrato una “peculiare abilità” nello “sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze -riporta AdnKronosal fine di trarre dal munus publicum di cui era investita per espressione della volontà popolare il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità“.

Ai domiciliari l’ex eurodeputata Lara Comi, le intercettazioni: “Dirò che non ho mai preso 17mila euro

In un’intercettazione telefonica, la Comi, probabilmente perché pensava di poter essere nel mirino degli investigatori, avrebbe riferito all’avvocato Maria Teresa Bergamaschi: “Comunque oggi io dirò che non ho mai preso 17k (ovvero 17mila euro secondo l’accusa, ndr), non ho mai avuto consulenze con Afol né di società a me collegate che non esistono…“. Ad un’amica, con cui secondo gli investigatori stava tessendo affari, l’ex esponente politica di Forza Italia avrebbe raccomandato di utilizzare: “Telegram che è più comodo” suggerendo anche, scrive AdnKronos, di non rispondere alle telefonate ritenute sospette: “Se dovessero chiamarti non rispondere né al telefono, né agli sms poi ti spiego“.

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