Bambino ucciso Cardito | la sorellina fingeva di svenire per evitare altre botte

0
124
bambino ucciso cardito
bambino ucciso cardito FOTO tuttomotoriweb

Caso bambino ucciso Cardito, lo straziante racconto della sorellina. Le violenze erano all’ordine del giorno, lei aveva una ‘strategia’ per non averne ancora.

La sorellina di Giuseppe, il bambino ucciso a Cardito il 27 gennaio 2019, parla delle violenze che lei e lo sfortunato fratellino erano costretti a subire. Il bimbo fu picchiato a morte da Tony Essobti Badre, compagno della loro mamma, Valentina Casa. E la bimba, Noemi, fa sapere nel corso di un interrogatorio protetto con accanto a sé una psicologa infantile che l’ha presa in cura, che Essobti era solito pestarli di continuo. Il tutto senza che la madre alzasse un dito per difenderli. La donna ha anche un’altra figlioletta, di poco più di un anno, che pare sia stata risparmiata dal fidanzato italo-tunisino della mamma in virtù della giovanissima età. Noemi ha parlato e le sue dichiarazioni sono state videoregistrate e trasmesse in aula di tribunale nel corso del process contro l’uomo. Anche la psicologa vi ha preso parte in qualità di testimone.

LEGGI ANCHE –> Bambino ucciso, anziano lo travolge in auto: “Trascinato per svariati metri”

Bambino ucciso Cardito, le parole scioccanti della sorellina

“La bimba ha detti di ricordare che Giuseppe, quando fu picchiato a morte, era seduto immobile su di un divano con gli occhi socchiusi. Lei invece aveva ideato una strategia per non ricevere più botte. Fingeva di essere svenuta. Ha detto anche a me di farlo in quanto mi riteneva in pericolo”, dice la psicologa al giudice. E non finisce qui. Dalle registrazioni si sente la stessa bambina che riferisce di avere rischiato l’annegamento. “Papà Tony mi mise sotto alla fontana aperta e mi teneva la bocca aperta”. La madre solo verbalmente avrebbe detto qualche volta al compagno di fermarsi.

Le maestre non sono intervenute

E poi c’è la vicenda che riguarda due maestre di scuola della bambina e la dirigente scolastica. La piccola avrebbe parlato loro di quello che accadeva in casa, ma le insegnanti non hanno fatto niente. Sia loro che l’insegnante scolastica rischiano di essere indagate per omessa denuncia. La bimba ha fatto anche i loro nomi e cognomi dicendo: “Dissi loro di chiamare i carabinieri ma non lo hanno mai fatto”. Infine un altro raccapricciante dettaglio. Anche l’altra sorellina avrebbe confermato i maltrattamenti subiti, utilizzando dei pupazzetti per mimare quanto di terribile visto e vissuto.

LEGGI ANCHE –> Bambino ucciso, la madre lo ha soffocato: “Me lo hanno ordinato i demoni”