cancro cura
Nastro rosa (foto Pixabay)

L’effetto che immunoterapia può avere sul cancro è sicuramente la “scoperta” in campo medico più rivoluzionaria degli ultimi anni. Talmente prorompente l’impatto degli studi dei Nobel per la medicina 2018, James Allison e Tasuku Honjo,  da far ritenere che l’immunoterapia sia la cura del futuro contro il cancro.

Già nel 2013 la rivista Science aveva posizionato l’immunoterapia nella top ten delle svolte scientifiche. Nel 2018, poi, la scoperta poi sviluppata dai premi Nobel 2018 per la medicina James Allison e Tasuku Honjo, ha avvallato quell’intuizione: l’immunoterapia sarà, insieme a chirurgia, radioterapia e chemioterapia, la cura del futuro contro il cancro.
Infatti, se la chemio, come volgarmente chiamata, rimane l’arma vincente per allungare la vita dei pazienti malati di cancro, secondo quanto afferma Carmine Pinto al Corriere della Sera in un articolo di ieri, “Le basi scientifiche che hanno permesso lo sviluppo di questa modalità di cura partono dall’assunto che il sistema immunitario dell’organismo elimina di continuo cellule alterate potenzialmente neoplastiche e che quando viene bloccato per diverse condizioni dalle cellule neoplastiche stesse si può allora produrre una neoplasia evidente clinicamente – dice Pinto -. Questo principio, dimostrato e poi sviluppato da James Allison e Tasuku Honjo, Premi Nobel per la Medicina nel 2018, ha portato alla produzioni di anticorpi monoclonali che interagivano con i cosiddetti check-point inibitori (anti-CTL4, anti-PD1, anti-PD-L1) del sistema immunitario, che sono quelli che poi utilizziamo in pratica clinica».

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L’immunoterapia in Italia e le domande ancora aperte.

immunoterapia cancro
Chemioterapia (foto_pixabay)

Sempre, stando alle dichiarazioni di Pinto, “Attualmente l’immunoterapia in Italia è rimborsata dal Ssn, in differenti linee di terapia, per le differenti forme in fase avanzata: il melanoma, il carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC), il carcinoma renale, il tumore a cellule di Merkel, il tumore del testa-collo ed il linfoma di Hodgkin. Per altre patologie neoplastiche come il carcinoma dell’urotelio, quello del polmone a piccole cellule, quello della mammella triplo negativo, quello dell’esofago e dello stomaco i percorsi di ricerca e registrativi presso l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l’European Medicines Agency (EMA) sono in corso con tempistiche diverse”.
Risultati importanti ad oggi si registrano per il il melanoma e nella cura del carcinoma polmonare.
Ciò che però ancora non è giunto a una definizione è la governance del farmaco ritenuto la cura del futuro contro il cancro, visto l’elevato costo delle nuove molecole.

 

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