Sospetti sul motore Ferrari, oltre alla Red Bull c’è anche la Mercedes

La Ferrari ferma ai box (Foto Ferrari)
La Ferrari ferma ai box (Foto Ferrari)

F1 | Sospetti sul motore Ferrari, oltre alla Red Bull c’è anche la Mercedes

A metterci la faccia è stata la Red Bull, che ha presentato materialmente la richiesta di chiarimenti alla Federazione internazionale dell’automobile. Quella, per intenderci, che ha dato origine alla famigerata direttiva tecnica che avrebbe spuntato le armi al superpotente motore Ferrari, dichiarando l’illegalità del presunto trucchetto che permetteva di aumentare irregolarmente il flusso di carburante.

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Tutto ciò, almeno, secondo l’interpretazione dei rivali della Rossa, che da Maranello si ostinano a smentire categoricamente. Eppure, dietro a questa mossa un po’ ingegneristica e un po’ politica che ha scosso il paddock della Formula 1 e che avrebbe (il condizionale in questo caso è d’obbligo) privato il Cavallino rampante del suo vantaggio, non si nasconderebbero solo i Bibitari, ma in realtà anche l’avversaria numero uno: la Mercedes.

Mercedes ha indagato sulla Ferrari

Questo è quanto ha rivelato proprio il plenipotenziario delle Lattine, Helmut Marko, sostenendo che proprio da Stoccarda sarebbe stata avviata l’indagine e la relativa misurazione del flusso di carburante che avrebbe scoperto nel dettaglio le ragioni, vere o presunte, del salto in avanti in termini di potenza ottenuto dalla Ferrari. “La Mercedes aveva condotto delle ricerche in quest’area”, ha spiegato Marko ai microfoni della rivista specializzata tedesca Auto Bild, “ma siamo stati noi ad avere il coraggio di presentare la richiesta ufficiale alla Fia”.

Da parte delle Frecce d’argento le bocche, in compenso, restano cucite. Le uniche dichiarazioni del team principal Toto Wolff sono state piuttosto generiche: “Se qualcuno ha fatto qualcosa che è stato chiarito dalla direttiva tecnica, quella era una chiara violazione”, ha commentato. “Non stiamo parlando di una zona grigia”.

Da Verstappen commenti inopportuni

Non altrettanto diplomatico è stato invece Max Verstappen, che già dopo il Gran Premio degli Stati Uniti aveva accusato esplicitamente di “barare” la Ferrari, scatenando la reazione furiosa di Mattia Binotto. Parole talmente esagerate e inopportune che il suo stesso boss Marko si è visto costretto a tirare le orecchie al pilota olandese. “Si è spinto un po’ troppo oltre e lo sa”, ha chiosato. “Ma su questo argomento lui è molto sensibile”.