Fernando Alonso ospite del box della McLaren al Gran Premio d'Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Fernando Alonso ospite del box della McLaren al Gran Premio d’Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Mark Thompson/Getty Images)

F1 | Alonso fa ancora discutere: “Chi è il mio pilota preferito” (e non è Hamilton)

La Formula 1 fa ormai definitivamente parte del suo passato. E, per certi versi, anche la pista: visto che (pur essendo tentato di riprovare la sfida della 500 Miglia di Indianapolis) il futuro prossimo di Fernando Alonso lo porterà sulle dune e sullo sterrato della Dakar.

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“La motivazione di provare nuove categorie è legata alla mia passione di vincere”, ha spiegato a El Confidencial. “In Formula 1 può vincere una macchina sola e a febbraio si sa già chi trionferà e chi arriverà undicesimo. Ma mentirei se mi ritenessi al livello di grandi specialisti come Peterhansel, Carlos Sainz o Al-Attiyah: è impossibile arrivarci in sei mesi. Il lato positivo è che questi sei mesi di preparazione sono già stati molto arricchenti per me, sia come pilota che come persona”.

Ad Alonso piace Verstappen

Eppure il due volte iridato, con le sue consuete dichiarazioni schiette, pungenti e provocatorie, è ancora in grado di far discutere il paddock del Mondiale. La sua ultima sparata è arrivata quando l’intervistatore spagnolo gli ha chiesto chi sia oggi il miglior pilota del massimo campionato, e lui si è guardato bene dall’indicare il suo ex compagno-rivale Lewis Hamilton e perfino Sebastian Vettel o Charles Leclerc.

No, il favorito di Alonso è un altro: “Non c’è un pilota migliore in Formula 1, è impossibile analizzare tutto”, ha messo le mani avanti. “Bisogna vedere chi è migliore nell’arco di alcuni anni. Oggi mi piace seguire Max Verstappen, perché corre sempre all’attacco ed è bello per gli spettatori”.

Max ha il Mondiale nel mirino

Un’investitura mica da poco, quella piovuta sulle spalle del giovane olandese della Red Bull. Che però è il primo a riconoscere e ad ammettere che questa sua tendenza a gareggiare sempre con il coltello tra i denti si rivela spesso anche un punto debole: “Nessuno è un robot: tutti commettono errori, soprattutto quando si è al limite”, ha riconosciuto Verstappen al Corriere della Sera. “A volte è bene sbagliare: porti a casa lezioni. Probabilmente sono troppo onesto. E troppo diretto”.

Ma queste lezioni imparate a sue spese, a suon di errori, potrebbero dischiudere al figlio d’arte le porte del titolo mondiale di Formula 1 molto presto: “Io voglio il Mondiale: non l’ho conquistato, quindi non sono soddisfatto”, prosegue Max. “Lo dico nonostante due successi, cinque podi e, all’inizio, una buona continuità basata su quarti e quinti posti. Sono costantemente in crescita, però perfino quando vinci puoi fare meglio. Un tempo era papà a farmi notare gli errori, oggi provvedo da solo. E pensare che non concordavo quasi mai con lui… Devi poter lottare, per il titolo: fin qui non è successo, la Mercedes è stata miglia e miglia davanti a noi e anche la Ferrari ci ha fatto ombra. Ci riproveremo nel 2020: siamo fiduciosi, ma dobbiamo cambiare passo. Sarà decisivo avere dalla Honda un motore più potente”.