Valentino Rossi taglia il traguardo di Sepang sulla Yamaha nel corso del Gran Premio della Malesia 2019 di MotoGP (Foto Yamaha)
Valentino Rossi taglia il traguardo di Sepang sulla Yamaha nel corso del Gran Premio della Malesia 2019 di MotoGP (Foto Yamaha)

MotoGP | Valentino Rossi a Valencia con un occhio al domani: il futuro dipende da lui

Questa sfortunata stagione 2019, Valentino Rossi vuole soltanto lasciarsela alle spalle, e anche il più in fretta possibile. Manca solo un ultimo appuntamento per concluderla definitivamente: il Gran Premio di Valencia di questo weekend. Poi, il Dottore potrà finalmente guardare al futuro, con la speranza che si riveli migliore del suo presente, tutt’altro che esaltante. Già, perché a meno di miracoli il rischio concreto è che questo campionato si riveli il peggiore in assoluto della sua carriera in Yamaha.

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Finora il piazzamento più basso ottenuto in classifica generale in sella ad una M1 fu il quinto posto del 2017. Attualmente, alla vigilia dell’ultima gara, il fenomeno di Tavullia occupa invece la settima posizione. E se non riuscisse nemmeno a scavalcare il suo compagno di marca satellite Fabio Quartararo, che ad oggi vanta sei punti in più di lui, finirebbe addirittura per eguagliare il settimo posto del 2011, nel biennio nero della Ducati. Ovvero, il suo risultato peggiore dalla stagione di debutto nel Motomondiale, datata 1996, in classe 125.

Il 2019 storto di Valentino Rossi

Per trovare un rendimento così deficitario da parte del numero 46, insomma, bisogna tornare molto indietro nel tempo. E questo dato non sorprende poi così tanto, se si valuta il bilancio complessivo di questo campionato che ha riservato per lui pochi alti e tanti bassi. Tra le soddisfazioni sono da annoverare solo i due secondi posti di Argentina e Texas (l’ultimo risale addirittura all’aprile scorso), poi una manciata di quarti posti alla fine dell’estate e il giro più veloce ottenuto a Sepang, che gli mancava dal 2016. Per il resto, solo note negative: dalle quattro cadute (di cui tre consecutive tra il Mugello e Assen) alla vittoria che gli sfugge da due anni e mezzo.

Di alibi tecnici ne ha potuti addurre diversi: non è una banale scusa, infatti, la difficoltà che Vale incontra in rettilineo, dovuta alla minore potenza del motore Yamaha, o alla distanza, per colpa dell’usura eccessiva della gomma posteriore. Ma anche lui ci ha messo del suo, visto che quest’anno si ritrova dietro a due piloti che guidano la sua stessa moto, Maverick Vinales e il già citato Quartararo. L’impressione di molti osservatori è che la sua ricerca della perfezione nella messa a punto lo abbia portato fuori strada: tanto che lui stesso ha deciso di dare una svolta nel suo box e sostituire il suo vecchio capotecnico Silvano Galbusera con l’esordiente David Munoz dalla prossima stagione.

Sguardo all’avvenire

Segno che Valentino Rossi sarà anche in crisi, ma di arrendersi non ha nessuna intenzione e, anzi, ha tanta voglia di correre e vincere ancora. Per il momento pensa già alla stagione 2020, l’ultima del suo attuale contratto, ma in più occasioni non ha escluso addirittura di prolungare la sua infinita carriera agonistica per altri due anni, fino al 2022. Tutto dipenderà dai riscontri che otterrà dal prossimo modello della M1 e dai risultati dei primi Gran Premi dell’annata a venire.

A quel punto, se decidesse di andare avanti e di rinnovare, la Yamaha non potrebbe proprio dirgli di no. Il suo sellino resterebbe blindato mentre, molto probabilmente, al suo fianco verrebbe promosso il giovanissimo Quartararo, e Vinales vedendo la strada sbarrata di fronte a sé potrebbe ripiegare sulla Ducati. Insomma, a quarant’anni suonati, e nonostante sia reduce da un campionato non certo da incorniciare, l’ago della bilancia del mercato piloti della MotoGP resta comunque sempre lui: Valentino Rossi.

Fabrizio Corgnati