prima causa di morte
(foto dal web)

L’osteoporosi è una patologia che colpisce le ossa del corpo andando ad indebolirle ed aumentando il rischio di possibili fratture.

È fisiologico che con l’avanzare dell’età le ossa vadano incontro ad un progressivo indebolimento divenendo più fragili, ma quand’è allora che si parla realmente di osteoporosi? Stando a quanto riportato dal sito della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, si sarebbe affetti dalla patologia quando il fisiologico indebolimento avverrebbe in maniera più consistente, aumentando il rischio di frattura. L’attività di prevenzione esercitabile sta, quindi, nell’evitare le fratture, molto frequenti quando l’osso è fragile.

Osteoporosi: i sintomi che indicano la progressione della malattia

Con l’avanzare dell’età le ossa vanno incontro ad importanti indebolimenti, soprattutto a causa di una carenza di sali minerali: un fenomeno, quindi, che si verifica in ogni soggetto. Quando però questo naturale processo si acutizza, riducendo lo spessore dell’osso ed esponendo la persona ad un maggior rischio di frattura, si parla di osteoporosi. È dunque una patologia dell’osso il cui scopo primario di prevenzione risiede, appunto, nel cercare di minimizzare la possibilità di fratture.

A parlare della malattia, dei sintomi campanelli d’allarme e dell’efficacia di una diagnosi precoce la redazione di Dottore, ma è vero che…?, appartenente al sito della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici. I fattori che maggiormente influiscono sull’insorgenza della  malattia sono molteplici: il cambiamento dell’equilibrio ormonale, una quantità insufficiente di calcio nella dieta, oppure un ridotto assorbimento di minerali, o ancora la riduzione di vitamina D per il minor tempo passato all’aria aperta al sole. Ci sono poi altri fattori che contribuiscono in combinato: la predisposizione genetica, l’abuso di alcol, il consumo di elevate quantità di caffeina (caffè, , coca-cola) e il fumo di sigaretta. Stando a quanto riportato da Dottore, ma è vero che…?, il quale ha riportato gli esiti di uno studio condotto nel 2018 relativo agli effetti del fumo, “è stato calcolato che quanto più dense sono le ossa nel momento massimo della crescita (intorno ai 25 anni), tanto più sono forti anche in età anziana: conviene, quindi, praticare sport fin da giovani e continuare quando si cresce. Sarà anche importante spingere figli e nipoti a fare attività fisica per fortificare le ossa in tempo utile: questo è il migliore investimento per un futuro sano“.

Nei suoi primi stadi l’osteoporosi è asintomatica, ciò significa che non provoca dolori. La persona, riporta Dottore, ma è vero che…?, avverte dolori come lombalgia/lombosciatalgia. Negli stadi più avanzati, invece, potrebbero apparire i primi segni di una fragilità ossea: mal di schiena, perdita di altezza, ingobbimento, e fratture inspiegabili. Ed è proprio da queste ultime che dipende il dolore. Sulla rivista Informazioni sui farmaci, Emilio Maestri, medico del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, riporta Dottore, ma è vero che…?, sottolinea che “ogni intervento nel paziente con osteoporosi ha come obiettivo concreto la prevenzione delle fratture. La prevenzione primaria, se inizia precocemente e continua per tutta la vita, è l’arma più potente ed efficace a nostra disposizione; si incentra su abitudini di vita corrette, specialmente su una alimentazione ricca e varia e su una attività fisica anche modesta ma regolare, meglio se praticata all’aria aperta. Nella popolazione anziana -prosegue Maestri- è di fondamentale importanza evitare le cadute che sono la principale causa delle fratture di femore in questa fascia di età. Per le persone ad alto rischio, o per coloro che hanno già sofferto di una frattura osteoporotica, sono disponibili farmaci efficaci e tutte le strategie per trattare i singoli fattori di rischio modificabili o iatrogeni (profilassi secondaria) “.

Come prevenire le fratture: aumentare le precauzioni

La maggior causa delle fratture sono senz’ombra di dubbio le cadute. Stando a quanti riportato da Dottore, ma è vero che…?, secondo i risultati dello studio Argento, gli anziani cadono il 48% delle volte fuori casa, mentre dentro casa, gli ambienti a maggior rischio sono la cucina (25%), la camera da letto (22%), le scale interne ed esterne (20%) ed il bagno (13%). I consigli forniti soprattutto negli ambienti domestici, per prevenire le cadute e quindi gli effetti malevoli dell’osteoporosi sarebbero:

  • Installare maniglie e corrimani dove necessario;
  • eliminare i tappeti;
  • evitare la cera sui pavimenti;
  • illuminare gli ambienti domestici;
  • usare tappetini anti-scivolo nella doccia e nella vasca da bagno.

Un altro suggerimento, ricorda Dottore, ma è vero che…?, è quello di fare regolarmente attività fisica la quale migliorerebbe tono muscolare ed equilibrio. Se si ha paura di cadere perché si avverte la sensazione di mancanza di equilibrio risulterebbe idoneo l’utilizzo di un bastone.

Il presente articolo non ha carattere medico, ma uno scopo esclusivamente narrativo. Per tale ragione vi consigliamo di rivolgervi ad un medico qualora doveste riscontrare l’insorgenza di qualsiasi problematica legata all’argomento in questione.

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