Ferrari, la difficile scelta sul motore: depotenziarlo o anticipare il 2020?

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La Ferrari di Sebastian Vettel nella corsia dei box di Austin durante il Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel nella corsia dei box di Austin durante il Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, la difficile scelta sul motore: depotenziarlo o anticipare il 2020?

Il motore della Ferrari continua a restare al centro delle voci e delle indiscrezioni del paddock della Formula 1. Durante il weekend del Gran Premio degli Stati Uniti, il fuoco delle polemiche si era scatenato sul propulsore di Maranello per via della direttiva tecnica diramata dalla Fia: quella che avrebbe costretto la Rossa ad eliminare il trucchetto all’origine della sua superpotenza, sancendone la presunta irregolarità (secondo quanto sospettavano i rivali).

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Di questi complottismi e malignità, a distanza di qualche giorno, non si parla più, anche perché i vertici del Cavallino rampante le hanno smentite categoricamente, minacciando anche cause legali contro chi sostenesse il contrario. Piuttosto, ora a far discutere è una perdita d’olio: il guasto che ha colpito la power unit di Charles Leclerc durante la terza e ultima sessione di prove libere ad Austin e che lo ha costretto a montarne una vecchia e già usata sia nelle qualifiche che in gara.

Per precauzione Ferrari toglie potenza

Proprio in questa rottura, e non nella direttiva della Federazione, sarebbe da ricercare la ragione delle deludenti prestazioni della Ferrari in Texas. Non solo, infatti, sulla vettura del Piccolo Principe è stata riutilizzata la seconda versione del motore, meno evoluta rispetto all’ultimo aggiornamento che aveva debuttato a Monza e quindi meno potente di una decina di cavalli.

Ma, non riuscendo ad identificare con certezza i motivi della perdita d’olio e non volendo rischiare che si ripetesse anche nel prosieguo del fine settimana, il team principal Mattia Binotto avrebbe deciso per precauzione di depotenziare entrambe le monoposto. Ecco perché sia Leclerc che Vettel sono apparsi così improvvisamente più lenti rispetto ai precedenti Gran Premi.

Questa è l’interpretazione del ben informato giornalista inglese Mark Hughes, messa nero su bianco su Motorsport Magazine, che non esclude che una tale misura prudenziale sia ripetuta anche in occasione del prossimo appuntamento della F1 in Brasile. I tifosi ferraristi devono dunque rassegnarsi ad un altro weekend di gara da comprimari?

Pazza idea: testare il motore 2020

Forse no, perché a Maranello si starebbe valutando anche un’altra ipotesi, stando a quanto scrive il sito specializzato internazionale Motorsport: sostituire entrambi i motori in vista delle ultime due corse della stagione. Certo: in questo caso tanto Leclerc quanto Vettel si ritroverebbero costretti a scontare dieci posizioni di penalità in griglia di partenza, in quanto supererebbero il limite di tre motori a testa concessi dal regolamento per l’intero anno.

Ma questa decisione offrirebbe in cambio una possibilità importante: quella di provare direttamente in un contesto di gara il primo prototipo del motore 2020. Con i giochi per entrambi i titoli mondiali ormai già fatti, e con la prospettiva di correre sulla pista di Interlagos, che mette particolarmente alla frusta i propulsori (l’acceleratore è aperto in pieno per il 70% del giro, in particolare nel terzo intermedio) e dove i sorpassi non sono certo così proibitivi come ad Austin, forse il gioco potrebbe valere la candela. Quale sarà, dunque, la strada scelta da Binotto sui motori per San Paolo: quella più rischiosa o quella più sicura?

Fabrizio Corgnati