Drammatica verità, smantellata rete di sfruttamento: operai costretti ad assumere la “droga di Hitler”

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Carabinieri hiv messina
Carabinieri (foto dal web)

Porto Marghera, droga e sfruttamento: l’operazione “Paga Globale” della Guardia di Finanza di Mestre che ha fatto emergere l’allarmante quadro di sfruttamento delle maestranze si è intrecciata con l’inchiesta “Yaba Smuggler” dei Carabinieri.

Turni massacranti ed uno stipendio da fame, questo quanto emerso da una maxi indagine della Guardia di Finanza, operazione “Paga Globale“, sullo sfruttamento delle maestranze nei cantieri di costruzione delle grandi navi a Porto Marghera. Ma non è tutto, una seconda indagine condotta, invece, dai Carabinieri avrebbe portato al sequestro di ingenti quantità di pastiglie di Yaba, la cosiddetta “droga di Hitler“, di cui farebbero uso gli operai per sostenere questi ritmi di lavoro serrati. Uno spaccato inquietante che rivela la più drammatica delle verità: lavoratori sottopagati costretti a drogarsi per reggere ritmi insostenibili ed evitare di essere sostituiti e non ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno.

Porto Marghera, la “droga di Hitler”: molti operai ne fanno uso per non perdere il posto di lavoro

La Guardia di Finanza di Mestre nell’ambito dell’indagine su Fincantieri e sullo sfruttamento delle maestranze, riporta Il Fatto Quotidiano, avrebbe sollevato un velo al di sotto del quale non vi era soltanto sfruttamento, ma anche condizioni di vita al limite. Gli esiti investigativi delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’inchiesta “Paga Globale” hanno permesso altresì ai Carabinieri di chiudere il cerchio dell’operazione “Yaba Smuggler” i quali lo scorso mese avevano eseguito un maxi-sequestro di pasticche di Yaba, conosciuta come “droga di Hitler“. Due indagini che intrecciatesi hanno permesso di svelare una fitta rete di sfruttamento dei lavoratori divenuti per necessità consumatori abituali di droghe, nello specifico di Yaba. Ma come si è giunti a questa drammatica conclusione? All’inizio di ottobre i militari del Nucleo investigativo di Venezia, in collaborazione con quelli della stazione di Roma Quadraro, avevano arrestato un grossista (Loftor Mohammad) sequestrandogli oltre 31mila pasticche nascoste nel sottofondo di una valigia per un valore di 200mila euro. L’operazione “Yaba Smuggler” dei carabinieri si è intrecciata con “Paga globale” della Finanza quando Loftor Mohammad è stato accusato di aver fornito droga ad un suo connazionale che vive a Mestre il quale poi rivendeva al dettaglio le pasticche, il cui prezzo va dai 4 ai 10 euro e di cui i principali consumatori sono proprio i bengalesi. I carabinieri hanno interrogato decine di persone che hanno ammesso di aver acquistato le pastiglie e tra di loro numerosi erano quelli impiegati alla Fincantieri a Porto Marghera. Gli operai, con una paga di 6 euro l’ora come è emerso dall’inchiesta della Guardia di Finanza vengono sottoposti a ritmi disumani: per rispettare le consegne sono costretti a lavorare ben oltre l’orario di lavoro, così il consumo della Yaba gli consente di non cedere alla fame ed alla stanchezza. Il pubblico ministero veneziano Giorgio Gava, riporta Il Fatto Quotidiano, nel decreto di sequestro dell’operazione “Paga globale” ha scritto: “È emerso che i lavoratori di plurime società che hanno svolto negli anni le operazioni di molatura e carpenteria nella stabilimento di Marghera della Fincantieri, hanno retribuito i loro lavoratori in termini totalmente difformi rispetto alle buste paga, senza alcun riconoscimento di ferie retribuite, lavoro straordinario, lavoro festivo e assenze per malattia“.

Cos’è la Yaba, la cosiddetta droga di Hitler utilizzata dagli operai

Sono innumerevoli i nomi di questa droga utilizzata anche dagli operai di Porto Marghera: Yaba, ecstasy thai fino ad arrivare a droga di Hiltler. Quest’ultimo appellativo trae origine, riporta Il Fatto Quotidiano, dall’uso che ne facevano i soldati del Terzo Reich durante la Seconda Guerra Mondiale per reggere la fatica. Come tutte le droghe nasconde un lato oscuro: nota anche come “droga della pazzia“, crea seri danni al sistema nervoso, generando ansia e stati depressivi sino  a condurre il soggetto ad elaborare piani di suicidio. Yaba è un termine thailandese che indica delle sostanze a base di metanfetamine fabbricate da una popolazione delle montagne birmane spiega “Universo droga, glossario enciclopedico delle sostanze d’abuso e delle piante di impiego allucinogene“, a cura della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Queste pillole facilitano la produzione cerebrale di dopamina, una sostanza che provoca un intenso senso di piacere e di benessere e gli effetti durano dalle 8 alle 24 ore, possono essere paragonati a quelli causati dall’abuso di crack. L’uso prolungato provoca nervosismo, irascibilità ed allucinazioni paranoiche, che possono portare a gesti violenti. Sono pillole di colore rosso, arancione o verde limone, ed odorano di vaniglia.

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